PER NON ANDARE IN AMORE

Ebbene sì, capita di spararsi al piede per non andare in amore:
un tempo capitava che un soldato si sparasse al piede per non andare in guerra:
questo secondo caso è noto e compreso, non lo è il primo anche se è quello più frequente e vistoso.

Dico “amore” solo come nome di un nuovo Ordine che chiamo regime dell’appuntamento:
non innamoramento, che è solo la più tradizionale obiezione all’amore, o di sparo al piede.

Ho come esempio il caso di una paziente che ha riconosciuto di avere come categorie dello spirito (un Giornale direbbe: come rubriche) ospedali, malattie, anzianità;
anche in ipocondria, melanconia, e la serie continua, ci si spara al piede per non andare in amore;
nel suicidio nulla di diverso, solo che si cambia il piede con la testa.

Non ho detto “per non andare in sesso”:
in tutti questi casi – che insieme fanno il Mondo – il sesso serve solo strumentalmente e cinicamente, come oggetto sì ma contundente a servizio dell’obiezione di principio che è obiezione all’amore:
per sabotare l’amore l’umanità ha sempre diffamato i sessi, del tutto indifferente all’alternativa – anche negli spiriti pii – tra frenesia sessuale o astinenza, né più né meno che a quella tra testa o croce;
se i sessi, calunniati innocenti, potessero si costituirebbero parte civile.

Se fossimo multati ogni volta che diffamiamo linguisticamente i sessi – specialmente se a fin di bene e con accenti morali – lavoreremmo tutto il giorno per pagare le ammende, e il buco in bilancio si risanerebbe più che con la politica fiscale:
ovvero, come da sempre dico, sui sessi possiamo solo fare silenzio in capitolo (anche nel capitolo della nostra testa).

La psicoanalisi è un caso di amore, e con trasporto (non la ridicola parola “transfert”).

L’amore, se è, è ordine giuridico, quello che non può darsi nel diritto che conosciamo (o crediamo di conoscere).

Milano, 6 luglio 2007