TRINITÀ DELL’IO E PSICOSI

L’articolo di ieri, “La trinità dell’io”, fa da precedente a questo.

Ho già fatto osservare che se la storia della Psichiatria almeno fino a E. Kraepelin, ha avuto cospicui meriti descrittivi e nosografici, essa ha però avuto l’inconsapevole demerito di farci credere, a volgo e inclita, che la psicosi è quella che va dallo psichiatra (questa credenza resta tenace anche in M. Foucault).

Non è così:
gli psicotici di psichiatria e manicomio (parola del passato) sono solo, mi si consenta l’espressione, i “povericristi” della psicosi, che hanno messo il piede in fallo e sono scivolati nel fosso senza più possibilità di risalire, i drop-out della psiche.

Poi, anzi prima, ci sono gli psicotici, che sono quelli di “Io sono io” definiti nell’articolo precedente:
essi abitano, come tutti, strade, piazze, case.

Il sapere psicopatologico precede e supera il sapere psichiatrico.

Non ripeto quanto già elaborato in tanti anni:
la psicosi non clinica, la diagnosi differenziale tra psicosi e nevrosi e tra nevrosi, e tra perversioni e psicosi tanto affini tra loro.

Di passaggio:
gli Altri che possono occupare il posto dell’Altro nella mia trinità, possono variare secondo le opportunità, l’iniziativa, la voglia:
ma l’importante è che essi non sono pre-fissati, ma sono prelevati dall’universo, non dalla situazione (per esempio famigliare), così che posso aggiungere “senza contare tutti gli Altri”:
l’universalità non abbisogna della globalità, o “tuttità”:
i no-global, mancando di questa distinzione, peccano di provinciale se non di casereccio, indiani metropolitani.

Milano, 19 giugno 2007

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.