META SESSUALE E COMICA DRAMMATICA

Il cenno che sto per fare si vuole breve, per fare effetto di contrasto con le illimitate e insospettate conseguenze cui afferirebbe se sviluppato:
vige una Teoria che è un’istituzione del pensiero – non delle migliori -, diciamo un pilastro:
è quella che presuppone in natura una meta sessuale (maschile), ossia un finale orgastico preceduto da tutti i possibili antecedenti remoti e prossimi, comicamente detti “preliminari” (preliminare un bacio?, quale che sia).

É la Teoria di un dovere da assolvere verso la natura:
una tassa ancorché reputata gradevole, non a torto ma neppure di regola.

Va osservata, in questa Teoria, la coincidenza di oggetto e meta:
è dalla distinzione tra oggetto e meta che ha preso le mosse il Pensiero di natura, una distinzione che restava tutta da fare.

Ne soffrono anche le morali sessuali – che tali sono perché ne soffrono -, dalla più rigorista (pretesca o razionalista) alla più “libertina”:
non spendo l’aggettivo “moralista” perché lo sono ambedue (Kant è con Sade), ossia perverse.

Questa Teoria contamina di sé l’idea stessa di ricompensa (dopo tante fatiche… preliminari!).

Anche la Teologia ne è stata compromessa, con il delirio di un mistico orgasmo eterno, umano o divino:
se ne è accorto nella sua sagacia W. Allen (“Tutto quello che avreste voluto sapere…”).

Vi si associano le più triviali metafore calcistiche:
“goal!” con orgasmo da Stadio, comicizzato tanto da Sade quanto da A. Sordi.

Domanda:
chi poteva avere interesse a introdurre nel mondo una Teoria perfida che comporta perdita per tutti?

Altro è la Teoria dell’esistenza naturale del desiderio sessuale, altro è sapere che tutti i desideri sono sessuali, ossia dipendenti dalla differenza dei sessi:
ecco perché Freud ha chiamato sessuali le pulsioni, a partire da quella orale cioè dalla legge di moto del mangiare umano, in cui nessuno intravede la presenza della differenza dei sessi.

Ciò lascia libero non coatto il contingente e non naturale desiderio sessuale.

Com’era poco cortese, e anche poco intelligente, l’“amore cortese”, che si opponeva alla meta sessuale ma solo per fare di peggio.

Milano, 22 giugno 2007

 

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