MENZOGNA E LOGICA

Sabato domenica 16-17 giugno 2007
in anno 151 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
Rimozione, sconfessione, rigetto (e Teoria)
OSF passim

La rispettabilissima Logica è l’incompetenza istituzionale sulla menzogna.

Il secolare nonché plurimillenario “Paradosso del mentitore”, non fa onore ai Logici né alla storia della Logica:
“Io mento” non riferisce una menzogna.

Neppure Aristotele si intendeva di menzogna, che pure è contraddittoria.

Non si addomestica la menzogna:
che è paradosso ma doloso (cola il sangue e cola l’anima).

Il massimo problema è se è possibile non mentire:
da parte mia ho già risposto parlando di imputabilità.

Che la nostra vita sia un tessuto di menzogne è un truismo triviale, ma contestatissimo:
solo i perversi riconoscono questa verità., sì, ma pervertendo anche questa.

Non c’è verità che in una imputazione, o anche:
non c’è “La Verità” (come non c’è “La Donna”), ma solo la verità prodotta in Giudizio.

Si cerchi la menzogna in rimozione, sconfessione, rigetto, e soprattutto nella produzione di Teoria.

Non conosco menzogna maggiore della distinzione della verità in due specie di verità.

Distinzione che fa il paio con la distinzione dell’amore in due specie di amori, alto e basso come sempre, o la debilità in cielo e in terra.

Milano, 16-17 giugno 2007

 

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