L’ORDINE DI UN ALTRO

L’esperienza normale – intendo salutare: la statistica ci vuole male, malati – è quella in cui ci si iscrive nell’ordine di un altro – con e per vantaggio -, e senza più storie patologiche, mistiche, trascendentali, sull’“Altro” con la maiuscola.

Da tempo ne porto due esempi (vedi articoli precedenti):
quello della lettura avvincente; e quello della domanda rivolta al partner: “Cosa facciamo stasera?”

Questi due esempi non sono minori degli esempi ufficialmente più impegnativi, politici o religiosi:
l’appuntamento mancato con “Dio” non è più grave dell’appuntamento mancato con l’amico o amica (amico fino a un minuto prima dell’appuntamento mancato).

Per entrare nell’ordine di un altro bisogna saperci fare, perché il suo ordine non è comando:
“sia fatta la tua volontà” non significa portare le dita alla visiera, ma domandargli la disponibilità di farmi posto nei suoi progetti, con la conseguenza di modificare anzi rinnovare i suoi progetti.

La domanda con-pone l’ordine dell’altro.

La guarigione psichica è uscire dalla patologia dell’opposizione di principio all’ordine dell’altro.

Il “realismo”, parola malamente cara ai filosofi, è conoscere l’esistenza dell’altro nel suo ordine:
non riguarda la percezione della natura bensì la cognizione del lavoro dell’altro.

Entro nell’ordine dell’altro per profitto condiviso: ecco il “test di realtà”.

L’insonnia è opposizione di principio all’ordine dell’altro:
anche stanco morto non cedo a dire “Fa’ tu”, un “Tu” che nel sonno è universale.

L’angoscia non prende il vento dell’ordine dell’altro, perché lo presuppone non lo con-pone, e in questo senso è teologale:
“Lui sì che sa, e può, e vuole, e ama, ossia mi minaccia la privazione del suo amore presupposto” (è “La Madre” plurimillenaria).

La nevrosi (isterica e ossessiva) è disordine rispetto all’ordine presupposto ossia disordinato di un altro:
s-vengo, non vengo.

Il contratto seda angoscia e patologia con l’egualitarismo dei posti:
il contrattualismo non è patologico, ma la patologia è contrattualista.

Ma certo, l’altro nel cui ordine entrare deve essere affidabile:
le condizioni di affidabilità sono oggi sotto massima censura (ne ho già parlato e ne riparlerò).

Milano, 5 giugno 2007

 

THINK!

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