LE RAGAZZE DI AMSTERDAM

Ho notizia dal divano delle celeberrime ragazze-vetrina di Amsterdam, ragazze pure nella loro più che discintezza:
mi faccio l’idea che siano ben selezionate nell’essere non solo belle ma brave, capaci di portamento non pornografico benché nude.

La vetrina è tutto, separa due momenti logicamente ben distinti:
1° le “ragazze” (queste virgolette sono motivate) sono oggetti, sì, ma nulla a che vedere con la donna-oggetto di pratiche tutt’altro che misteriose, perché sono puri oggetti di contemplazione, cioè in excelsis non nella Suburra;
e notabene, contemplazione gratuita, ossia questo primo momento non è affatto prostituivo:
tra vetri e grate non c’è differenza di forma ma solo di materia;
2° dopo di che potrà avvenire come secondo momento il solito commercium sexuale, ma con separazione assoluta, ab-soluta, dal primo momento.

Questi “oggetti” o “cose” sono pure incarnazioni di una “cosa” mentale e misteriosa del visitatore:
abbiamo qui una buona occasione per cogliere la metafisicità del pensiero, anche quello del più ignorante o rozzo coureur de femmes.

Sovviene che nelle analisi il passaggio più difficile, e raro, è a cogliersi come astrazioni ambulanti, comandate da pensieri dominanti:
ignoranti o rozzi anche noi psicoanalisti, che ci siamo limitati a chiamarli “fantasmi”.

In fondo queste ragazze sono delle anime (platoniche, che altro?), nude come ogni anima che si rispetti, raccomandabili per visite guidate di scolaresche e parrocchie.

La tentazione peggiore è all’occultismo, o al misticismo, e come tentazione di massa.

In fondo, quella scatola di vetro è un Tempio, il Tempio di un pensiero dominante e delirante:
quello di “La Donna”, che non esiste:
Leopardi se ne intendeva, beffardamente;
l’Ideale della Donna è la forma più antica di terrorismo.

Il primo benché nascosto correlato del sesso dopo il peccato originale è la mistica:
l’idea di istinto sessuale, nella sua inconsistenza, resta incrollabile perché ne fa parte.

Chi l’avrebbe detto che la ragazza di Amsterdam rappresenta la Virgo Ideale?:
mostro inesistente, neppure come Madonna.

Per questo insisto che non esiste donna che in abito da sera:
in  caso di sospetto che sia un travestito non è indispensabile vedere, basta udire, sentir parlare, intendo il senso non il suono.

Milano, 12 giugno 2007

 

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