NEVROSI, DIRITTO, INFERNO: “BUGIARDO!”

Un mio paziente ha detto (rappresentando così ogni altro):
a una certa età ormai io ero giudicato così: “Tu sei questo!”

Cento gli esempi di “questo”, che solitamente sono uniti in composizioni di vari “questo”, a loro volta collocate sui versanti isterico o ossessivo della nevrosi (ma c’è anche composizione di isteria e ossessione).

Un esempio frequente se non costante è il caso in cui “questo” è “Bugiardo!”, mentre si trattava dell’onesto caso di un bambino che tornato a casa raccontava selettivamente quello che gli piaceva raccontare, senza sottostare al sadico imperativo di “Dire tutto”.

“Bugiardo!” è una vera e propria fattispecie di reato, ma in questo caso è una fattispecie in cui il reo è l’accusatore di una falsa imputazione.

Ma per giudicare il reato di un tale accusatore occorre un Primo diritto:
nessun Tribunale se non il Tribunale Freud potrebbe pronunciarsi su un tale reato;
la psicoanalisi è un tale Tribunale, intitolato a Freud;
il Corso dello Studium Cartello di quest’anno, dedicato al Tribunale Freud, vede operare questo anche fuori dell’analisi, in tutti i tempi, le latitudini e longitudini.

Posta la menzogna del configurare come mentitore l’innocente, poi può darsi passaggio o peggio conversione della vittima alla perversione:
allora la vittima passerà a mentitore in proprio, che non giudicherà più il suo carnefice essendosi alleato con esso:
ma avrei dovuto dire inversamente: l’alleanza con il carnefice è la perversione.

A quel paziente ho replicato (in un solo momento ma non in un solo tempo) che nel suo prendersi per “Questo”, ossia mentitore, si trattava della malefica conclusione di un processo iniquo di 1° grado, e che l’analisi è il suo ricorso in appello.

Le “Psicoterapie” sono tutte accomunate dal non potere o volere capire la Psicoanalisi come processo di 2° grado.

Come psicoanalista ammetto anche la Cassazione, senza aspettare l’Ultimo Giudizio.

Se aspettassimo l’Ultimo Giudizio, il Paradiso sarebbe la perversione, identico all’Inferno.

Con semplice buon senso Freud si è rifiutato a fantasia paradisiache:
voleva risparmiarci l’Inferno identico al Paradiso, quello della nevrosi convertita alla perversione;
rammento l’adagio di Freud: “La nevrosi è la negativa della perversione”.

Milano, 7 maggio 2007

 

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