AFFIDABILITÀ, FEDE, PSICOANALISI

Mi ci sono voluti anni per venire a capo della parola “affidabilità”, e prima ancora per scoprirla.

Ometto molti passaggi, che sarebbero una sorta di autobiografia logica, per arrivare subito alla sua definizione, raggiunta per conoscenza (osservazione) e giudizio sul conosciuto.

L’affidabilità è il giudizio raggiunto per unione di due giudizi:
di consistenza, o non contraddizione,
di innocenza, che è anche un giudizio predittivo (non solo non ha nuociuto, ma non nuocerà).

A questi due giudizi primari se ne aggiungono altri:
di non ingenuità, di non banalità, …

So che molti mi obietterebbero che un tale giudizio di affidabilità è impossibile.

Osservo che ne parlo come conoscenza e giudizio, ossia che non la presuppongo (nei genitori, nei maestri, negli amici, nei politici, nei logici …, neppure in Dio).

Medesime osservazioni per l’amore, almeno nel senso che solo l’affidabile ha titolo per pronunciare questa parola:
la prudenza nel farne uso testimonierà a suo favore;
è lui il “prossimo” (cioè il più vicino).

Il comportamento economico compone l’affidabilità.

Ingente la conseguenza per la fede, poco importa che uno dica di averla e un altro di non averla:
importa se sa che cosa ha o non ha, un sapere rarissimo.

La conseguenza è la stretta sinonimia di affidabilità e fede: a ognuno di elaborare le conseguenze di questa conseguenza:
tra esse, “salta” il bisogno di distinguere tra ragione e fede: quello di affidabilità è un giudizio razionale.

Finalmente la frase “Non c’è più religione!” diventerebbe una buona notiizia, e la fede una cosa seria:
non contraddizione e non nocività rendono credibili asserzioni provvisoriamente non accessibili;
mi rifiuto a ogni altro significato della parola “fede”.

Propongo che “psicoanalista” significa affidabile (più precisamente: un caso di affidabilità): negare l’affidabilità e negare l’analista è tutt’uno:
in lui consistenza e innocenza sono simultaneamente in ognuno dei corni della sua regola “tecnica”, o meglio norma:
norma di non omissione (l’omissione produce contraddizione e danno),
e norma di non sistematizzazione (la sistematizzazione organizza ufficialmente l’omissione, con produzione di contraddizione e danno).

I giudizi di affidabilità e inaffidabilità sono da Tribunale Freud.

Milano, 4 maggio 2007

 

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