METAFISICA METAFAMIGLIARE, O TRASCENDENZA EDIPICA

Il concetto di “complesso edipico” rimane un test universale, anzitutto di intelligenza (dubbia).

Da un secolo l’incomprensione di esso testimonia che il tempo passa per niente, o peggio per tornare indietro (più in generale: si registra progresso nel regresso all’occultismo, e in sedi insospettabili).

L’attaccamento a papà e mamma non ha nulla a che vedere con l’Edipo, anzi consegue alla sua distruzione, come pure il bambino sempre tra le braccia della madre;
nulla di più antiedipico del sogno in cui un soggetto si “vede” con la madre a letto sì, ma soffrendo di mal di testa o altri mali (cosa non si farebbe pur di non fare…).

Ecco due sogni tra i più propriamente edipici che io conosca:
1. (forse ne ho già detto) una figlia sogna di attendere il padre giovane di ritorno dalla guerra, intenzionato a sposare da lì a poco, e dunque padre solo nel tempo successivo: è letterale che la sognatrice ha preso il posto della nubenda, quello della giovane donna e fidanzata che solo poi sarà una madre;
2. un figlio fa un sogno con lieve pennellata erotica insieme a una ragazza, che si rivela poi come la propria madre ancora nubenda grazie a un certo dettaglio e marchio del sogno stesso: anche in questo caso si tratta di assunzione del posto del partner e solo successivamente padre.

Si tratta di assunzione di un posto in una relazione di forma universale tra posti (ecco l’universalità del complesso edipico).

In ambedue i casi è probabile che i genitori almeno per una volta abbiano detto ai figli qualcosa di buono dell’altro genitore con riferimento all’epoca prefamigliare (dopo basta, e a volte neanche questo).

Di posti si tratta, i posti di una relazione che non esisterebbe senza di essi.

Eccolo il complesso edipico, massimamente disponibile alla relazione esogamica in-finita perché esso non è il ricalco delle relazioni famigliari (anzi esso rende esogamica perfino un’endogamia eventuale); i sessi vi sono implicati non per l’oggetto che costituirebbero, ma per l’assenza di obiezione a essi nella loro differenza.

L’omosessualità è una conseguenza della distruzione del complesso, non una deviazione da chissà quale legge naturale.

La legge di moto completa dei corpi include l’“Edipo” (frase troppo rapida).

Ci sono degli sciocchi che pensano questo complesso come stupro domestico (o anche solo fantasia di esso), o pedofilia domestica: il test di intelligenza funziona, non per l’orgoglio degli “intelligenti”.

Il complesso edipico come lo conosciamo dalle analisi, con l’eccezione di sogni come i precedenti, è gli spezzoni, più frigidi che incendiari, risultanti dall’esplosione o distruzione di esso.

Ma anche Edipo aveva il complesso edipico malato (di cui è figlia Antigone).

Notevole come i sessi nell’Edipo riuscito sono liberi dalla legge (perché sono nella legge, la compongono): il connubium, quando lo è, è sempre castum, non in-cestuoso.

L’“Edipo” così rivisitato è solo uno dei nomi dell’amore.

Milano, 21 marzo 2007

 

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