DIFFAMAZIONE, STUPRO, MOLESTIE AL TRIBUNALE FREUD

Sono i reati più comunemente commessi nella vita quotidiana, contro grandi e piccini, al di sopra di ogni sospetto ossia i peggiori.

Sono reati commessi con la lingua: si mettono le parole addosso come si mettono le mani addosso, ma con effetti più duraturi, anzi infiniti salvo guarigione dall’ ordo disordinato dell’odio logico ossia linguistico.

Odium logicum” è stato il titolo di un nostro Seminario di Il Lavoro Psicoanalitico diversi anni fa: nessuno ha mai voluto saperne di questa regione della Logica, anzi ho il sospetto che la Logica sia formalmente formata da questo non volerne sapere.

Ne uccide più la parola che la spada.

Parlo di effetti in ultima analisi economici, materiali e come tali anche corporei: nulla va lasciato all’introspezione.

La pedofilia corrente è solo un caso particolare e minore della “pedofilia” veramente patogena: tra virgolette, perché l’essere davvero pedo-fili è auspicabile, e rarissimo.

Non fidatevi di chi dice “Io amo i bambini”: ancora l’associazione per delinquere “Karamazov”.

Ripeto: è meglio se tali reati sono giudicati da un Tribunale eccezionale (ma non meno universale), perché se il Tribunale penale ordinario avesse facoltà di giudicarli – e non la ha per intrinseca incompetenza e solo per questo – il gulag sarebbe la nostra comune residenza.

Sono reati da Ultimo Giudizio: da molti anni dico che il Tribunale Freud ne partecipa per anticipazione, nel tentativo di cessare di farla troppo lunga.

Si parla di “morale” da millenni, ma dunque: a quando una morale?

Milano, 10 marzo 2007

 

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