IL “NON POSSUMUS” DEL BAMBINO

Il primo “non possumus” non è del Papa: è del bambino.

Il desiderio cui non rinuncia, quale che ne sia il contenuto, lo difende – fino a che non viene sconfitto – fino a diventare l’inventore della bugia diplomatica (che poi gli viene rimproverata, persecutoriamente, come menzogna di cui pentirsi).

L’amore comporta la difesa di almeno un punto di non negoziabilità con il partner.

Foss’anche che si lavi i denti: basta che venga meno a questo per concludere che non c’è amore alcuno (si noti l’esempio minimalista che ho scelto).

É la rinuncia a un tale punto – che non è “di principio”, impuntamento, perché il principio di piacere non fa questioni di principio, non si impunta – la “rinuncia pulsionale” freudiana (Triebverzicht).

Una tale rinuncia è stata anche chiamata “cedere sul proprio desiderio”: che è l’obiettivo della persecuzione del bambino.

Non negoziabilità non significa conflitto: al contrario, gli pone termine.

L’innamoramento, è proprio questo punto che fa cadere, cade la testa (“perdere la testa”): un soggetto vi ammette la negoziabilità del non negoziabile, e ciò fa passare all’odio esplicito quello già implicito nell’innamoramento, attraverso l’apertura del conflitto (che spesso inizia come “dialogo amoroso” con concessioni reciproche tra partner).

Ci sono negoziati che finiscono con la guerra (sono persuaso, non da solo, che è cominciata così la Seconda guerra mondiale).

La persecuzione attacca proprio questo punto: e infatti l’innamoramento è persecutorio, l’astratto oggetto detto “innamorato” non lascia in pace.

Poi verrà la paranoia come lo scenario stesso dell’amore puramente presupposto, incondizionato (“la mamma è la mamma”, “il padre è il padre”).

Il Quarto comandamento non compie l’iniquità di comandare l’amore per i genitori perché lo “sono”, ontologia persecutoria: predica la tolleranza di onorare i genitori anche nel caso in cui non lo meritano affatto.

Il bambino, che tale punto ha e difende con ogni mezzo, è il primo dei perseguitati: e il primo mezzo della persecuzione è l’inganno amoroso, l’Ideale amoroso.

L’amore, se è e quando è, non è incondizionato, as-soluto.

Lo psicoanalista è il difensore in secondo grado per una difesa fallita nel primo.

Milano, 19 febbraio 2007

 

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