È BENE CIÒ CHE FINISCE BENE

o degli opposti destini del turpiloquio.

Ne faccio un uso moderatissimo (non perché io sia pulzello), e motivato come nell’articolo precedente, che pure mi è stato rimproverato.

Allora non trovo di meglio che fare di peggio.

Del resto lo fa già la lingua italiana (lingua non gergo in questo caso) con il suo genius sermonis mai individuato: essa è portatrice di un insospettato sapere su una porzione della dottrina psicoanalitica.

É un sapere senza soggetto di cui mi faccio il soggetto.

A pochi è divenuta nitida la dottrina del “fallo”, ossia la distinzione e contrapposizione:
tra un onesto e modesto organo maschile, erroneamente detto “pudendum” o “vergogna” per ragioni non morali ma appunto “falliche” ossia per un disturbo del pensiero di cui qualcuno, non il destino, è imputabile – idem al femminile,
e l’astrazione o predicato “fallo”: folle!

Ebbene, grazie al genius sermonis italiano si è generato l’epiteto “testa di…”, ma eserciterò la prudenza dicendolo in francese: “tête de phallus”, anche se dubito che un francese capirebbe.

Qualsiasi italiano sa:
che l’epiteto è riferito alla testa, in “alto”, non al “basso” delle pudenda,
che esso è imputabile, a pari merito, tanto a uomini quanto a donne, ossia che prescinde dalla differenza dei sessi.

Eccolo, il “fallo”.

L’espressione coltamene turpiloquiante designa, e inconsapevolmente diagnostica, un tipo di pensiero, “alto”, perfettamente compatibile con i “bassi” istinti.

Quale pensiero? (anzi Teoria inquinante il pensiero).

Esso è come una mutazione genetica cancerogena:
prima i due onesti e modesti sessi  naturali sono catturati in una comune essenza (poi, inversione o seconda menzogna, trasferita in supposti “istinti” naturali), detta sessual-ità, ossia i distinti sessi nelle loro rappresentazioni ingenue cadono sotto la rappresentanza di un’astrazione indebita,
poi segue un infame “rispetto” dei due sessi, già distinti per natura, distinguendoli secondo possesso aut mancanza di una prerogativa, ossia formalmente un delirio, il delirio di una “mancanza” (presente in tutte le psicopatologie, in alcune delirio effettivo).

Una Teoria ostile – non ai sessi di cui si infischia, ma al rapporto: a tutti i rapporti a partire da uomo e donna – si è fatta avanti come un esercito occupante il territorio.

“Nudi” è un’idea delirante tanto filogenetica (storia nel mito biblico delle origini) quanto ontogenetica (storia dall’infanzia).

“Fallo” designa una tale Teoria, quella che, avvalendoci della nostra brava trivialità italiana, possiamo rigorosamente definire una Teoria del c…

Quante Teorie nella Storia del “Pensiero” meriterebbero la qualificazione di Teorie del c…? (a partire da Platone).

Essa è nata con il peccato originale, nel e dal primo divorzio e, a quanto costatiamo, oltre che plurimillenaria resta indistruttibile.

Da molti anni cerco di mostrare, con modesto successo, che la “castrazione” freudiana è castrazione sì, visto il contenuto sessuale, ma lo è come castrazione intellettuale da un’infame Teoria che ci affligge tutti in tutta la Cultura.

É bene accorgersi che il turpiloquio la dice lunga: se preso bene cioè nel suo senso, è bene ciò che finisce bene.

Si tratta di finire, fine, meta, Ziel, conclusione logica e pratica o soddisfazione: è il Pensiero di natura.

Milano, 8 febbraio 2007

 

THINK!

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