CARNEVALE E CLERICALISMO UNIVERSALE

Oggi è Carnevale:
la cui mascherata serve solo a mascherare che è tutto l’anno a essere una mascherata.

É finta su finta.

Carnevale è la festa della preposizione, che chiamerei tipologica, “da”, predicato dell’ente:
“da” uomo, “da” donna, “da” intelligente o almeno “da “ intellettuale, “da” scemo, “da” prete, “da” laico, “da” religioso… (la lista è lunga).

Il tutto nobilitato seicentescamente come “gran teatro del mondo”.

Tra le pecche delle chiese c’è di avere vestito il prete “da” prete, cui è seguita la faccia “da” prete e il linguaggio “da” prete (fenomeni arcinoti).

Ma il clericalismo non è specialmente né anzitutto dei preti: è il mondo del “da”, la tipologia (o la patologia, lo ripeto da anni).

Una prostituta non è meno clericale, perché opera “da”: è solo un’Orsolina “da” strada (lungi da me dal biasimare le Orsoline, purché non siano “da”).

La lista prosegue in “da” professore universitario, so cosa dico: J. Lacan diceva “Discorso universitario”, ancora lontanissimo dall’essere compreso perché tale Discorso non comporta né l’essere colti né l’essere universali.

E poi c’è “da” Dio, ancor meno compreso ma tant’è, credenti e non credenti continuano a praticare il “Discorso divino” con l’aiuto dei Greci: carnevalata divina di lunghissimo periodo.

L’infantilismo adulto ha inventato la tipologia-patologia “da” bambino.

I sessi non riescono a uscire dalla mascherata sessuale: è come mascherata che è omosessuale (anche nell’eterosessuale), insomma tutti balli in maschera.

Ho già ricordato più volte che J. Lacan ha chiamato “semblant” la mascherata del “da”.

Ricordo un fumetto dei primi anni ’70:
Marylin Monroe su un palcoscenico fa strip: prima si toglie gli indumenti, poi la pelle e resta lo scheletro, poi lo scheletro e resta niente, ma non è finita: poi si toglie… niente e ricompare lo scheletro, poi si toglie lo scheletro e ricompare il corpo nudo, poi si toglie il corpo nudo e ricompare… Marylin.

Tollero il “da” medico (camice) quando si tratta di esercizio stretto della professione: il clericalismo è il camice (anche “da” prostituta, che anche nuda indossa il camice “da” prostituta) fuori dal suo limite stretto.

É l’assenza o presenza del “da” a distinguere lo psicoanalista dallo psicoterapeuta: lo psicoanalista è la speranza che tutto l’anno non sia più una mascherata.

Dal clericalismo carnevalesco del “da” è esautorato, destituito, de-istituito, il pensiero in quanto elaborante, fruttifero, senza limiti.

(Parlo del pensiero in quanto Istituzione, ma proseguirò domani).

Milano, 24 febbraio 2007

 

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