LIBIDO

Libido” in Freud è solo un nome del pensiero sano: logicamente sano, perché la salute è un fatto di logica, e la logica un fatto di salute (non lo aveva detto nessuno).

Ma non conosco logici che lo pensino: ci voleva il logico Freud.

Quando ci accorgiamo di pensare la libido come “libidine” abbiamo un’eccellente occasione, di cui pochi approfittano, per fare un’autodiagnosi di psicopatologia.

Tale parola designa il pensiero quando non appartiene al vizio pato-logico dell’avarizia, chiuso nel materasso dell’improduttività, bensì è come un capitale tutto in stato di investimento fruttifero.

L’investitore ha sempre razionalità – e inversamente: la razionalità è da investitore -, in cui anche l’errore è previsto come suo fattore.

La storia della “ragione” non è razionale: ma da secoli tutto viene fatto affinché una “Ragione” venga sovra-posta alla ragione economica, insieme a quella giuridica.

L’investitore non esclude il calcolo, ma questo non è il suo punto di partenza né di arrivo: l’arrivo o meta è il frutto (quale che sia), plus-valore (neppure l’amicus Marx ha meditato abbastanza su questa parola, Mehr-wert).

Resta male conosciuto, quando non disconosciuto, l’affetto dell’investitore, tutt’uno col pensiero.

Io lo avvicino all’affetto del lettore.

Ho già distinto studiare e leggere: c’è più libido in quest’ultimo che nella “concupiscenza”, che poi è solo desiderio presunto, una Teoria come altre, idea di stupro, pensiero inibito come tutti gli atti degli stupratori.

Freud ha iniziato scoprendo la separazione pensiero/affetto (o rappresentazione/affetto) come patologia: che comporterà poi la separazione significante/significato, che dà una formale quanto semplice definizione della stupidità, identica nei sapienti come nei rozzi.

Nella storia della Psicologia da decenni, anche per mezzo della sostituzione della parola “affetto” con la parola “emozione”, la patologia viene militata sostenendo tale separazione – la “sfera” delle emozioni – come istituzionale anziché come patologica.

L’effetto della separazione o divisione, nonché patogeno, è politico: divide et impera.

La libido è casta, non investe in sesso, non fa prostituzione né “concupiscenza”, investe in affari: quando “fa” sesso, questo diventa lusso senza lussuria.

Il lusso è non dovuto, è contingente, la lussuria è coatta.

Nel ’68 almeno per un momento qualcuno ha sospettato che la Psicologia è eminentemente Politica, anche prima del Governo.

Con la “Psicopolizia” – o Psicopolitica, la Politica come anzitutto Psicologia – Orwell aveva visto giusto.

Milano, 9 dicembre 2006

 

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