IO E TU: IO AMO TU ABBOCCHI

Quando mia figlia R. era molto piccola, alcune volte l’ho addormentata ipnotizzandola, usando un oggetto qualsiasi come pendolo, amo di un’esca non commestibile dopo l’abboccamento.

Oggi, R. ha almeno un motivo per essermi grata, certo non per ciò che allora le ho fatto, ma per avere subito cessato di farlo: da parte mia è stato un vero e proprio pentimento, da uno che si chiede “ma che cosa sto facendo?”

Se avessi confessato questo peccato a un prete, non avrebbe capito: ecco perché esiste lo psicoanalista.

Ipnosi e innamoramento sono la medesima esperienza (passiva, anzi subìta come stupro) di base, insieme alla psicologia delle masse (è la terna dell’imputabilità freudiana in “Psicologia delle masse e analisi dell’io”): una cattiveria sotto spoglie mentite cioè menzogna.

Quando Freud l’ha fatta finita con l’ipnosi, ha segnato la vera data di nascita della psicoanalisi (risolvo così una vecchia questione storiografica).

L’amo è l’amore come da sempre inteso: la freccia di Eros è ricurva come l’amo, e come questo non retraibile se non a prezzo di una lacerazione della bocca, della lingua (che l’analisi risparmia).

Il nostro peccato originale è quello di pesci che abboccano sempre: e quando non abboccano più è solo per diventare melanconici (“je t’aime moi non plus”).

Abbiamo abboccato anche teoricamente: abbiamo teorizzato il bisogno di amore, meglio ancora la domanda di amore incondizionato, come dire consegnarsi mani e piedi (come pesci amati… dall’amo).

L’amo fa male, angustia come l’angina: è l’angoscia.

Osservo due tempi dell’angoscia:
ricordo quella bambina che, resa angosciata dalla minaccia di ritiro dell’amore da parte della madre, singhiozzando disperatamente le si è gettata tra le braccia gridando “Facciamo la pace!”

Quella volta ho conosciuto l’orrore: quello vero, senza emozione.

L’innamoramento è “amo” come verbo derivato dall’amo da pesca: solo il pescatore è innocente quando dice, ma solo al pesce e a nessun altro, “Ti… amo!”.

Le tre suddette esperienze collegate da Freud hanno in comune l’abboccare all’amo, e sappiamo come finisce il pesce a partire dall’erosione della sua bocca.

É mai esistito al mondo un amore non  da amo?

Voglia il cielo che esista una seduzione amorosa senza la se-duzione rosa dall’amo.

Milano, 16 dicembre 2006

 

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