“DESTINO”

Domenica 10 dicembre 2006
in anno 150 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
Metapsicologia: Pulsioni e loro destini
OSF 8

Meta-psicologia come meta-fisica.

“Pulsione” è il nome della legge di moto di certi corpi – distinti come “umani” per questo e  solo per questo – scoperta da Freud come articolazione di quattro momenti (spinta, fonte, oggetto, meta), due posti intercambiabili (Soggetto e Altro soggetto), due sessi.

Per questo ho detto che quella di Freud è la scoperta dell’uomo: è la pulsione a distinguere questo nella e dalla natura.

Ho chiamato “pensiero di natura” il progresso dell’elaborazione di questa legge di moto nel senso universale ancora negletto della meta come frutto o profitto, non destino.

La parola “destino” andrà riservata solo per la psicopatologia, nella sua tipologia prima che clinica.

Non c’è destino che patologico.

Esplicito in particolare, come fa Freud, quello sadico ossia perverso, poi travestito nel Bello – attenzione al “Bello”! – come “formazione reattiva”, il principale arredo della Civiltà quale la conosciamo e costruiamo.

L’espressione “destino di salvezza” è una contraddizione, mistificatoria perché sostenuta.

Il titolo dell’articolo di Freud può allora venire riformulato: Pulsioni e loro patologie, patologie delle pulsioni.

I tipi patologici (nevrosi, perversione, psicosi, psicopatologia precoce), nel loro automatismo assumono funzione e finzione (semblant in J. Lacan) di “istinto”, la più malefica delle Idee.

Si osserva che in questa legge di moto – che è “normale” perché è norma per competenza legislativa del soggetto – i sessi compongono e con-pongono la legge, dunque non ne sono oggetto: per una volta l’espressione “libertà sessuale” assume significato morale.

La “pulsione”, pensiero di natura, è morale: non deve essere moralizzata, educata.

Ecco perché tutte le pulsioni sono da Freud chiamate “sessuali”, prima del e indipendentemente dal contenuto degli atti (ma restiamo tutti pornografi, come da sempre tutte le morali sessuali).

Non insisto ora sul fatto che è questa legge ed essa soltanto a poter conferire significato alla parola “amore”, altrimenti destinata (ancora destino) al non significato, o peggio al significato dell’amore odioso dell’innamoramento (“narcisismo” ossia psicosi).

Milano, 10 dicembre 2006

 

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