SOGNO E POTERE

Allego al presente articolo i due recenti che sono interpretazioni di sogni (22 e 21 novembre).

Freud resta disturbante perché è disarmante: ha solo osservato che il sogno non è … sogno, schiuma (Schaum), ma pensiero, proprio quello che ognuno sa già: lavoro di soluzione già nel giorno quando si pensa a come curare gli affari o a sbarcare il lunario, ossia un potere.

Ma nella sua onestà deve lavorare come un ladro al buio, perché un ladro vero in vesti benpensanti lo ha derubato del suo stesso pensiero di giorno, censurandolo con Teorie (della stessa pasta del pensiero, come virus) in cui è obbligato a credere nella loro incredibilità.

É questo lavoro di soluzione a rendere il sogno soddisfacente: esso cerca la riuscita, e onestamente: non fa vittime, è in-nocente (ma per la riuscita occorre il partner: chiamo questa legge “pensiero di natura”).

Talvolta lo fa portando alla luce il ladro, censura o Teoria.

A volte l’angoscia gli è compagna perché l’io che ne è il soggetto non regge la contraddizione con l’”amore” del censore, che innalza lo stendardo dell’amore perché è l’unico dietro cui possa far incedere le sue schiere altrimenti ridicole, smascherabilissime e senza potere proprio: i “figli delle tenebre” è dietro vexilla amoris che prodeunt, e solo così acquistano un potere superiore a quello delle divisioni staliniane di carri armati, o della polizia segreta.

Ci sono voluti millenni perché nascesse un uomo onesto, Freud, capace di sostenere l’elementare e accessibile osservazione che “sognare” è solo un caso del lavoro di pensiero: ma già siamo tornati indietro (qui l’aggettivo “onesto” fa un balzo).

Si impone la domanda: a che servono i secoli, i millenni?

E anche le generazioni?, al servizio come sono della trasmissione della censura come delitto, e delle patologie nonché dei delitti che ne sono i correlati?

Di patologie così fatte i medici ordinari non hanno facoltà di essere i medici, di delitti così fatti i giudici ordinari non hanno facoltà di essere i giudici: occorreva inventare nuovi medici e nuovi giudici.

Milano, 24 novembre 2006

 

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