PSICOANALISI, “SESTO SENSO”, CRIMINE

Pochissimi analizzandi si rendono conto di stare rivoltando il mondo, e non sfrucugliando le proprie viscere psichiche.

Che sono viscere inesistenti: la metafora del “sacco” psichico da vuotare è solo una delle tante Teorie patogene che abitano il suddetto mondo.

Per di più è una metafora stercoraria: un tempo si diceva “sadico-anale”.

Ma pochissimi riescono a sviluppare un corrispondente olfatto uditivo: che è l’unico “sesto senso” che io conosca, ma senza essere un sesto perché nasce per combinazione di due già esistenti.

Non esiste sesto senso, marcia in più o terzo orecchio (in proposito c’è una buona battuta di J. Lacan: “A che serve un terzo orecchio quando per essere sordi ne bastano due?)

Così come non esiste l’occulto, che è anch’esso una Teoria che può essere fatta oggetto dell’olfatto uditivo come Tribunale sensoriale: trovo che sia il caso di menzionarlo perché, già robusto com’è, sta rilanciando la sua offensiva.

Il lato sadico si coglie pensando all’uso poliziesco della metafora “vuotare il sacco”, specialmente se si bada ai mezzi di estorsione della confessione.

Poi potrà anche accadere che il reo si dichiari soddisfatto di avere “pagato il suo debito alla società”: un’altra bella teoria, che seda l’angoscia pagando con la moneta della sofferenza.

Donde un’altra teoria, quella comunissima della vita come sofferenza: che è una teoria masochista militante.

In tutto ciò, in principio erat l’angoscia cioè la proibizione dell’esercizio del verbo (che include il pensiero) in nome dell’amore: è questo il Crimine.

Milano, 25 novembre 2006

 

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