MISTICA E LOGICA. UN SOGNO

Ricordo che “Mistica e logica” è il titolo di un libro di B. Russell.

Sogno di una paziente:
piangendo ho raccontato a mia madre che il mio analista ha interrotto la mia analisi, mi ha lasciata.

Le ho suggerito di riformulare il racconto solo cambiando genere, da quello drammatico e umido (pianto) a quello telegrafico e asciutto.

Con questa trasformazione si ottiene anzitutto di vedere che il sogno ha due componenti:

a. il contenuto del messaggio: l’essere lasciata anche dall’analista (come pensiero del sogno, non come fatto), oltre che dal padre e dal compagno (non come fatti ma come giudizio, forse giustificato, sulla pochezza di queste due relazioni),
b. il destinatario (unico) del messaggio: la madre.

Commento:
1° traduzione (meglio che “interpretazione”) del sogno: se tutti mi hanno lasciata, allora mi resti solo tu (la forma della proposizione è quella della descrizione del risultato dell’esperienza),
2° e successiva traduzione: se esisti solo tu (se devi esistere solo tu, se sei tu la fonte esclusiva dell’amore), allora nessun altro deve esistere (è un’inferenza, mascherata come sopra da descrizione).

Non ho la pretesa di esaurire qui che cosa è la Mistica: ma so positivamente che questa è una delle versioni che ne viene data, dalla quale consegue:
1° in prima battuta: dopo tutti morti resti “Tu”,
2° in seconda battuta: poiché “Tu” solo, allora tutti morti (già da vivi).

Almeno certi sogni, come questo, mostrano la potenza della competenza individuale del pensiero (nel sogno almeno): in questo caso nel portare alla luce la più infame delle inferenze.

Qui “Madre” e “Dio” sono più che coincidenti, sono identici nella loro comune astrazione dal significato (sono “significanti” in senso lacaniano), oltre che dal referente (la donna concreta è puro supporto portatore dell’astrazione, non esiste).

Posto che esista, Dio non potrebbe essere contento della concorrenza spietata che gli fa l’astrazione asessuata “La Madre”: e che non sia contento, posto che esista, sarebbe una buona notizia, perché vorrebbe dire che ha una vita in movimento anche lui, ossia che non è morto da tutti i tempi..

Insistendo come altre cento volte sulla logica e non sulla fede, posso dichiarare la mia stima per la dottrina della Trinità:
se Tre, allora non c’è “solo Tu” almeno per questi tre,
se Tre, allora l’amore non è né innamoramento né psicologia delle masse.
(sto rispondendo a J. L. Borges).

Milano, 22 novembre 2006

 

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