IL SIGNIFICANTE “MADRE” E LA LOGICA. BIS CON SUPPLEMENTO

Bis

Ho riletto l’articolo “Il significante ‘Madre’ e la sua carneficina” di ieri, e suggerisco ai miei visitatori che lo facciano anch’essi.

Supplemento

La posizione in cui Medea è proditoriamente cacciata e imprigionata (la sfera astratta “madre” separata dalla donna) le è odiosa, anche se poi tante altre Medee di ogni tempo la idealizzeranno da “sante donne” (vedi “Santa donna” di giovedì 5 ottobre).

La vendetta anche se intrapresa (contro Giasone, e  tutti i Giasoni del mondo la pagano cara) non la soddisfa, e allora passa al regime dell’insoddisfazione, all’insoddisfazione come regime militato a muso duro.

Ma cerca pur sempre una soluzione, foss’anche la peggiore, per disfare il mal fatto.

La peggiore è quella di passare a disfare nella realtà (è l’agieren-agire-acting out di Freud) l’astratta matern-ità: per disfarsi della “maternità” si disferà dei figli, e per farlo disferà i figli, cioè degli incolpevoli, non dico degli innocenti (penso a tanti casi di autismo).

Ma anche in questo caso Medea agisce per logica (se-allora, un’inferenza), pur usando come alfabeto logico delle azioni mute e non parole:
se il mio predicato è “La Madre”, allora necessariamente carneficina perché il predicato o significante lo esige.

Logicamente necessario è il fine dell’inferenza, non il mezzo scelto: in ogni caso se non cola il sangue cola l’anima (tutte le sottospecie della formazione reattiva, spesso color confetto e sapore melassa, aureole variopinte).

C’è coerenza, che non sempre è una virtù.

A Medea si può solo imputare un peccato di omissione (che è un errore di logica, contraddizione o inconsistenza): quello di avere considerato il solo caso della subordinazione al predicato, e non quello della correzione logico-linguistica di tale subordinazione.

Tale correzione è ciò che si chiama guarigione, che è ab-soluzione dall’assolutezza del predicato o significante del massacro (“Madre” è il più assoluto e assolutistico di tutti: ho già osservato che fa concorrenza a Dio).

La psicoanalisi è quella parte della logica che manca alla logica perché possa considerarsi completa.

Ai Logici questo non è mai piaciuto. Ma neppure agli Psicoanalisti. Figuriamoci agli Psicologi!

In Italia e all’estero si discute da anni il caso di Annamaria Franzoni.

Che lei sia una Medea (giudizio da Tribunale Freud) cioè un caso di donna imprigionata nella cella o sfera “La Madre”, è fuori di dubbio, perché è lei stessa a confessarlo: infatti ha appena scritto un libro in cui non fa che affermarlo (convertendo alla fides di Medea maternizzata, per effetto di diffusione o propaganda, altre donne, e anche uomini).

Ma il Tribunale penale non può, e non deve, recepire i giudizi del Tribunale Freud.

Per fortuna, altrimenti gulag per tutti.

Il Tribunale Freud riguarda ognuno di noi come san(t)a sede di esso.

Dulcis in fundo (non è uno scherzo)

Ritengo di compiere un atto gradito e non indiscreto per una persona che ricevo, che mi ha confidato un suo lapsus, perfettamente universalizzabile:
recitando il Padre Nostro, giunta a “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo..” anziché proseguire con “ai nostri debitori” ha proseguito con “ai nostri genitori”.

Torneremo su “La Madre” come il distintivo di un proletariato assoluto, senza padre né sovranità.

Milano, 7 novembre 2006

 

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