“FEDE” VIRGOLETTATA E AFFIDABILITÀ

Ci vuole molta tolleranza linguistica di fronte agli usi della parola “fede”.

Mettiamola in sospensione, epochè, per mezzo di virgolette.

Su queste pagine (domenica 8 ottobre) ho criticato quei Colleghi che dicono di “credere” in Freud: io non credo, so, so quello che Freud sapeva, e da questo sapere ho ricavato a mia volta ciò che so ricavato già da Freud, e l’ho elaborato ulteriormente.

Quello di Freud era un sapere osservativo, di quell’osservazione illimitata che deriva dalla caduta della censura.

Freud ha preso sul serio quel Salmo che dice “Abbiamo orecchi per non udire, occhi per non vedere…”.

Quanto all’uso “religioso” di questa parola, scrivo anche “religioso” tra virgolette: “fede religiosa” è solo un’espressione a due incognite o “significanti”, concetto di cui ho appena dato la definizione (lunedì 6 novembre).

Di fronte ad essa esercito ancora la volterrana e poi freudiana tolleranza: neppure critico e tanto meno polemizzo, come tanti altri hanno fatto in passato.

Non rispondo alle mortifere sirene di qualsiasi “fede” o “religione”, che altro non sono che “significanti” il cui significato è Teorie latenti, ben nascoste, dominanti, ingannevoli sotto mentite spoglie.

Non polemizzo, ma semplicemente dichiaro il mio pensiero ancorché a voce bassa, perché desidero non rimanere schiavo di una lingua che sembro parlare ma come un idiota, senza poterla parlare perché a sua volta è asservita a un’implicita Teoria opaca che mi è proibito portare alla luce: al pari di “La Madre”, “l’istinto”, “l’amore”, “la speranza”, “il Bene”, eccetera.

Tra le tante, l’irrealistica “La Realtà”.

Portato alla luce, questo significante designa non la varietà di ciò che è reale, ma la Teoria accecante che impone di subire ogni reale come un oggetto contundente fino a esiziale.

Ciò è facile da comprendere: il pane con cui mi nutro è reale, ma senza il lavoro reale di bocca, denti, stomaco, mi ucciderebbe.

Lavoro significa che la prova della realtà è la sua trasformabilità, convertibilità, produttività.

Il lavoro è realtà che fa realtà.

Per di più il lavoro trasmette a un altro, come me, una materia prima per il suo lavoro di compimento, nel profitto, della mia prima operazione: operare è reale.

Il pensiero è un tale lavoro, e al primo posto.

Ora tolgo le virgolette a “fede” (non a “religione”), ossia mi concedo un lusso, quello di credere: ma non so quanti lo pensano come lusso anziché come surrogato dell’impotenza.

Lusso, ma alla condizione che il verbo “credere” designi il giudizio di affidabilità.

Ma un tale giudizio può solo riferirsi a qualcuno del cui dire sia verificabile una tale proprietà, tale cioè che io possa poi assumerne (“fede”) certe asserzioni provvisoriamente non alla mia portata.

Esiste, è esistito, un tale qualcuno?

Tutta la nostra Cultura, anche religiosa, lo nega.

É qualche anno che attendo alla costruzione del concetto di affidabilità: non mi consta che ciò sia mai stato fatto in modo soddisfacente.

Ne do ora solo un tratteggio:
affidabile = non contraddittorio + innocente.

Non si tratta di predicati presupposti, ma di proprietà riscontrabili.

Anche il concetto di innocenza resta da costruire, se non ci si limita al tratto negativo della non colpevolezza quanto al nuocere attestabile.

Diciamo che in un vicolo buio mi accerterei che in qualche angolo non ci sia Platone (e molti altri).

Nell’innocenza implico almeno la certezza che non ci sarà inganno.

Sono per una Logica che abbia la potenza discorsiva di articolare, nel λόγος, consistenza e innocenza.

Questa articolazione, nessuno l’ha mai fatta.

Procedendo così svincolo la fede da qualsiasi religione per farne un fatto di ragione: di ragione amica del pensiero.

É una ragione che prima di Freud non esisteva.

Milano, 8 novembre 2006

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.