ASCOLTARE (ORECCHI), LEGGERE (OCCHI), PARLARE (LINGUA), SCRIVERE (MANO)

Domenica 12 novembre 2006
in anno 150 post Freud natum

 

Lettura (non sarà un’esagerazione posto quanto segue):

S. Freud
Opera omnia
OSF

Ecce homo!,
o la trascendenza del corpo (umano) rispetto all’organismo: abbiamo anche parlato del corpo come aldilà, o come trasfigurazione.

Lo scandalo del filosofo è che c’è trascendenza “quaggiù”, a parte “lassù”.

E che è il pensiero (sempre individuale) il connettore attivo, la san(t)a sede della trascendenza dei quattro momenti suddetti.

É nel pensiero che l’uomo è “a immagine e somiglianza”.

La salute è l’assenza di limiti delle quattro facoltà – assenza di limiti del pensiero – entro i limiti naturali dell’organismo, che non limitano nulla se si sa farne industria e commercio (se non so volare inventerò l’aereo).

É salute secondo tutte le loro possibilità accessibili all’organismo dell’uomo comune (si aggiunga pure: dotato di cultura liceale).

Il non leggere, udire, parlare, scrivere, secondo tutte tali possibilità è inibizione (del pensiero) ossia patologia.

Dunque c’è patologia anche nella trascendenza: doppio scandalo del filosofo, sempre così felice dell’innocente natura!

La patologia è immorale.

Nella serie Freud non pone i sessi, li ab-solve come da sempre si sarebbe dovuto fare, ossia pone la moralità nei quattro verbi anzidetti, in cui siamo peccatori e anche idioti.

Lo psicoanalista dovrebbe essere una facoltà comune ovvia dell’umanità, non una specializzazione: invece quasi non esiste.

Milano, 12 novembre 2006

 

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