WOODY ALLEN PRIMO PSICOANALISTA AMERICANO

Se un amico americano mi chiedesse di indicargli un  analista, davvero non esiterei a proporgli Woody Allen (senza potere assicurare che questi assentirebbe, ma neanche escluderlo).

In ciò vado oltre il collega Ignazio Senatore che arriva a definirlo “il più grande sponsor della psicoanalisi”.

Non devo argomentare molto, basta allineare una serie di battute il commento alle quali meriterebbe di figurare come supplemento al “Witz” di Freud:
“Sono nato di confessione ebraica, col tempo mi sono convertito al narcisismo”.
“Dio è morto, Marx è morto,… e anch’io oggi non mi sento molto bene”.
“Si vive solo una volta. E qualcuno neppure una”.
“I cattivi hanno capito qualcosa che i buoni non hanno  ancora capito”.
“Non credo in una vita ultraterrena. Comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio”.
“Se solo Dio volesse darmi un segno che esiste: ad esempio depositando una grossa somma di denaro sul mio conto in banca”.
“Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico la domenica”.
“Dio non esiste. Però noi siamo il suo popolo eletto”.
“Se il denaro non può dare la felicità, figuriamoci la miseria!”
“L’umanità si trova oggi a un bivio: una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale”.
“Avevo una ragazza e dovevamo sposarci, ma c’era un conflitto religioso. Lei era atea e io agnostico: non sapevamo senza quale religione educare i figli”.
“Ho smesso di fumare: vivrò una settimana in più, e in quella settimana pioverà a dirotto”.
“Leggo per legittima difesa”.
“Odio la realtà. Nei miei film c’è sempre qualcosa che idealizza la vita e la fantasia contro ciò che è spiacevolmente reale. Purtroppo il solo posto dove si può mangiare una buona bistecca è la realtà”.
“Ho comprato qualche disco per Sofia Loren perché a lei piace il jazz e volevo portarla su qualcosa di interessante. Che so, sul divano per esempio?”
“La punizione capitale sarebbe più efficace come misura preventiva se fosse somministrata prima del crimine” [ricorda una battuta di Amleto, ndr].
“I miei problemi sono iniziati con la prima educazione: andavo in una scuola per insegnanti disagiati” [si provi a sostituire scuola con famiglia, e insegnanti con genitori, ndr].
“Per te sono ateo, ma per Dio sono una leale opposizione”.
“La psicoanalisi è un mito tenuto vivo dall’industria dei divani” [mi ricorda la battuta di Karl Kraus sui Fliegende Blätter: ”La psicoanalisi è quella malattia di cui vorrebbe essere la terapia”, ndr. Vorrei averla detta io].
“Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito.  Morto”.
“Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale è poco credibile”.
“Il mio cervello è il mio secondo organo preferito”.
“Una volta, mentre facevamo all’amore, si è verificata una stranissima illusione ottica: sembrava quasi che lei si fosse mossa”.
“Il sesso è stato la cosa più divertente che ho fatto senza ridere”.

Non mi si obiettino le molte omissioni. Forse un giorno scriverò io il supplemento al Witz.

Due commenti su cento:
non ho mai trovato uno psicoanalista che abbia compreso che al narcisismo ci si converte (ossia che non è un dato costituzionale della psicologia umana), con una conversione più maligna (psicotica) di quella isterica (nevrotica);
pochi cattolici mostrano di sapere che, anche ammessi i miracoli, a Lourdes non vengono miracolate le nevrosi.

28 ottobre 2006

 

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