PORNOGRAFIA E MISTICA

Quasi a nessuno viene alla mente questa correlazione.

La pornografia è la propaganda della Teoria dell’istinto sessuale (che qualcosa “tira”).

Essa va ben oltre la pubblicità laica: vi si tratta di propaganda fides nell’istinto, nella Teoria di esso.

E infatti c’è qualcosa di mistico nella vera e propria contemplazione che è in atto nella fruizione dell’oggetto pornografico, una fruizione che “intuisce” in esso un che di infinito (“Ancora…!”). Attenzione all’”infinito”!

La quantità immensa di fruizione della pornografia dà la misura del misticismo dell’umanità.

Che è un misticismo frigido: così bene rappresentato dagli splendidi disegni di Milo Manara. Essi rappresentano bene che non ci sono rapporti, neanche nella sodomia. Infatti non ho detto “rapporti sessuali”, che giustamente J. Lacan diceva inesistenti.

La pornografia deriva dal misticismo, non il gusto sessuale dalla pornografia.

Si produce la domanda: quale è l’origine del misticismo, se non sono i sessi? Non rispondo.

Di fatto la cosiddetta “vita sessuale” – nella sua contingenza cioè non necessità fisica o morale in sì o in no – demisticizza, demistifica, demitizza.

Misticismo: non condivido ma capisco Swedwnborg, poi Balzac, e la tendenza swedenborghiana dell’umanità e della religione.

Il massimo critico non moralista della prostituzione è Freud. La Storia  continua a essere un itinerarium mentis dalla prostituzione alla mistica. È la colossale mistificazione bimillenariamente perpetrata approfittando della “Maddalena” dei  Vangeli: da puttana a mistica, mai compagna.

14 ottobre 2006

 

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