PARMENIDE, ADOL-ESSENZIALISMO, SCUGNIZZO E MADONNA

In fondo il pensiero di Parmenide era adolescenziale: dementia praecox su scena culturale e paludata, resa presentabile in versione per-versa.

Era Freud a osservare la stretta prossimità strutturale, o genotipica, di psicosi e perversione, malgrado la loro difformità fenomenica, o fenotipica.

Per adolescenziale intendo adol-esssenziale. Facevo questo gioco di parole quasi trent’anni fa: l’adolescenzialismo è adol-essenzialismo (anche la psicologia popolare lo sa, ma lo considera un normale fenomeno di difficoltà nell’“età evolutiva”).

Dopo tanti secoli esso è diventato adolescenzialismo generalizzato, e secolarizzato, di massa, specialmente quello della modernità con la sua enfasi sulla “gioventù”.

Dostoevskij lo ha semplicemente celebrato: Ladolescente, Delitto e castigo, I fratelli Karamazov, Lidiota.

La storia politica da almeno un secolo lo ha seguito, soffrendone e facendo soffrire tutti: sezioni “giovanili” dei partiti, delle chiese eccetera.

La canzone fascista “Giovinezza” non è specialmente fascista, canta l’adol-essenza della modernità: modernità fascista?

Dove abbiamo la testa da secoli?

Qualsiasi scugnizzo napoletano è meno stupido e più filosofo (non parmenideo, e senza bisogno di avere studiato Parmenide).

Poi ci stupiamo che ci sospettiamo tutti gay.

Mi verrebbe da fare apologia della Madonna: aveva al massimo dodici anni, neppure teen-ager: e certo non era una adol-essente eccetto che nel significato etimologico e olfattivamente gradevole della parola “adolescenza”.

Definiamola, nel massimo del rispetto devoto, una scugnizza aristocratica.

C’è motivo di dirlo: la decisione che prende la prende da sola nel suo pensiero, senza pedagogica assistenza dei “grandi”: “Figliola, non fidarti degli sconosciuti!”

E in effetti: come ha fatto a capire che era l’Altissimo, e non quel cialtrone di Giove avvezzo ad andare a donne sulla terra?

21 ottobre 2006

 

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