IL LATINO, O: CRISTIANO/CRETINO

Si è sempre obiettato alla Chiesa di essere attaccata ai soldi e al potere.

In ogni caso roba vecchia: ha sempre meno soldi e potere, ed è già tanto se stanno ancora in piedi le colonne di San Pietro.

Circa le vecchie obiezioni la mia obiezione è semmai un’altra: di non avere mai voluto capire soldi e potere. Per esempio, quanto ai soldi, di non occuparsi del senso del capitale finanziario, facendo invece dell’antisemitismo affidando l’usura agli Ebrei. Cose da sbattezzarsi!, e molti lo hanno fatto (io no). Eppure Gesù ha raccontato la parabola dei talenti. Tralascio il senso del potere.

Ma c’è di peggio. In materia di spreco e demenza, alcuni decenni fa noi cristiani abbiamo buttato via una lingua, il latino (Concilio Ecumenico Vaticano II). Ciò che dico non ha nulla in comune con il buon Vescovo Lefèbvre. Osservo solo che chiunque concorderebbe che una lingua è un bene immenso, certo non da meno di soldi – non ci sono miliardi di dollari che reggano il paragone – e potere, e che col tempo fa i primi e il secondo.

Meglio sarebbe stato se il Papa avesse ordinato a tutte le Parrocchie, sotto minaccia di scomunica, di insegnare la lingua latina ai fedeli. Buttare una lingua è un peccato di gravità inaudita.

Per di più l’abbiamo buttata con una motivazione psicologica fasulla: che alla gente sarebbe piaciuto di più sentirsi parlare delle cose divine nella propria lingua (per di più qui c’era una nozione di lingua come dialetto, o vernacolo, cosa locale o provinciale). Possibile che non si sia almeno osservato che a chiunque piace conoscere una seconda lingua oltre a quella materna? (e poi perché “materna”?: ecco una delle tante Teorie presupposte, intoccabili e intoccate).

Abbiamo veramente meritato la derivazione – tra Quattrocento e Cinquecento secondo la mia modesta indagine filologica – di “cretino” da “cristiano” (crétin/chrétien).

Potremmo provare a rinsavire, se non è già troppo tardi. Ma anche in questo caso restiamo fideisticamente certi che Dio farà la sua parte misericordiosa per noi poveri cretini/cristiani: essendo però offeso dal fatto che lo invochiamo solo perché ci cavi le castagne dal fuoco, ossia perché lo pensiamo cretino come noi cristiani. Un nuovo diluvio sarebbe il meno.

13 ottobre 2006

 

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