FEDELTÀ CONIUGALE (BIS) E PACS GAY

É un tema da Tribunale Freud (o da “Prima città” o primo diritto, come uso esprimermi).

Il coniugio matrimoniale è un caso di coniugio o patto tra soci, una Società.

In una SpA l’infedeltà si paga cara, chiaro restando che deve trattarsi di infedeltà al patto come tale.

Resta incerto quale è il “patto come tale” nel matrimonio. Che riguardi primariamente il sesso è ridicolo.

In esso l’infedeltà comunemente intesa è solo una fra le tante,  e non la prima.

Resto per il matrimonio in quanto articolato sulla differenza sessuale, anzi come quello che la articola.

“Normalmente” è questa a venire tradita anche nelle coppie più “fedeli”.

A pagarla cara, nonché i due partner stessi, sono i figli in termini di patologia.

Ci sono matrimoni – “eterosessuali”: parola sbagliata – che sono dei Pacs gay latenti. Dopotutto i gay vogliono solo prenderne il posto.

E dopotutto con logica: per quel che importa la differenza sessuale! E in fondo tutti pensano, anche i cristiani, che il giorno in cui “uomo e donna li creò” Dio dev’essersi distratto.

I gay sono gli eredi di una tradizione bimillenaria in cui si è aspirato a levarsela di torno come un fastidio cosmico. In fondo sono dei vendicatori. Omnes peccavimus!

5 ottobre 2006

 

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