COMPLESSO EDIPICO (BIS), DUE ESEMPI. E LA LOGICA

Una figlia incinta del suo sposo dà comunicazione del fatto al padre prima che alla madre.

Interpretazione: “Potrei essere incinta di te”.

Lo sposo è sempre e solo il secondo uomo. Ecco il buon complesso edipico, condizione dell’amore.

L’“atto di amore” non è affatto l’atto sessuale, che ingenuità! (se ne vedono di quelli…!, anche nelle “migliori famiglie”), concesso che sia un atto. L’atto di amore è dichiarativo (non è la solita ridicola “dichiarazione d’amore” a-tu-per-tu, occhi-negli-occhi), quando si sappia che una dichiarazione ha valore pubblico.

Questo primo esempio potrebbe, ancora ancora, essere accettabile anche da persone versate in emozioni morali.

Ne adduco un secondo, che ha già prodotto qualche sommuovimento “morale”.

Conosco casi, pochissimi, di giovani figlie che hanno dato notizia al padre per primo dell’inizio delle mestruazioni.

La loro rarità è una prova che la vox populi non è vox dei. La maggioranza infatti pensa che sono “cose da donne”, dunque tra madre e figlia, tutt’al più tra amiche “intime”.

Non è logico: infatti le mestruazioni sono per definizione cose per uomini.

Ecco un esempio disconosciuto di Teoria patogena, sostenuta perfino come regola morale.

“Cose da donne” designa una latente complicità omosessuale madre-figlia o amica-amica.

Ciò che sorprende non è che non si realizzino grandi Rivoluzioni mondiali, ma che i millenni resistano tanto ferocemente quanto banalmente a verità semplici accessibili a tutti.

Lo considero il primo problema della Logica: ma la Storia della logica resiste a questo problema.

La psicoanalisi arriva a questo punto, in soccorso della Logica.

La tentazione dell’analista è quella di gettare la spugna (a partire da se stesso). Molti lo hanno fatto a partire da circa un secolo.

Freud non ha gettato la spugna.

4 ottobre 2006

 

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