QUANTIDDÍO!

Quantiddìo! come Santiddìo! Quanto “Dio” in questi anni!

E Dio non ne può più, di essere consegnato alla futilità. Non dà seguito all’ira solo perché ricorda di essersi impegnato a non mandare più il Diluvio. Se non lo fa non è tanto per astratta fedeltà alla Promessa, quanto per il fatto di sapere che calamità e punizioni non servono a niente, di fronte a un’umanità masochista che ne va pazza, e che sarebbe felice di un Dio  sadico. Il vaso di Pandora è sempre tra noi.

Il fatto è che miscredenti, atei, laicisti, hanno su “Dio” le medesime idee dei credenti, salvo la futile aggiunta di non credere: cioè miscredenza-ateismo-laicismo non servono a niente ai rispettivi soggetti. E viceversa.

Siamo arrivati all’ecumenismo del teismo multilaterale, multiteismo monoteistico al posto del vecchio buon politeismo.

Speriamo che almeno i Cinesi tengano.

Dove abbiamo la testa?

Vorrei essere come Gedeone, che semplicemente pregava Dio di mostrargli di essere uno che se ne intende (di logica), e Dio lo ha subito soddisfatto (vedi il precedente: Storiella ebraica con esegesi biblica).

In fondo io-Gedeone gli domando poco, con humilitas, di essere humilis cioè terra-terra come solo Lui sa essere: di intendersi di psicoanalisi.

22 settembre 2006

 

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