ANIMA ANIMALE

“Anche gli animali hanno un’anima”, così titola Repubblica di oggi martedì 12 settembre in prima pagina.

L’errore è in quell’“anche”. E’ l’anima a fare la differenza tra animale e uomo, ma a rovescio rispetto alla credenza tanto filosofica quanto volgare: solo gli animali hanno un’anima. L’uomo non ha anima ma pensiero, che è facoltà di avere cura o meditazione – medēri in latino -, meglio ancora premeditazione, preordinamento, predisposizione dell’esperienza per il profitto (con ogni significato possibile di questa parola) con un partner

Il pensiero è colto cioè coltivante fin dal primo momento: poi tutto sarà fatto dal Mondo affinché il pensiero sia analfabetizzato, cioè animato come gli animali, sostituendo alla competenza formativa individuale la Formazione. C’è anche formazione psicopatologica, o patogenesi.

Ma fino all’anima animale non si arriverà mai, anche nella psicopatologia più feroce non c’è fiera, animale: c’è sempre uomo, pensiero, premeditazione malgrado tutti gli occultamenti de-formanti.

Il pensiero è formante: a questa condizione è disponibile anche a lasciarsi formare, o “educare”, ossia è pacifico, o cittadino.

12 Settembre 2006

 

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