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SABATO DOMENICA 4-5 FEBBRAIO 2012

 in anno 155 post Freud amicum natum


Appuntamento con Lou Andreas-Salomé
 

     Mia cara Lou …:

     ma no!, a parlarle così era Freud:

     ora, è ben vero che Freud vive in me, ma altro è l’identità, altro l’identificazione, insomma di lui ho preso il pensiero non un oggetto da sostituire al mio pensiero mortificandolo.

 

     Lou A.-S. mi ha fatto compagnia, in altri anni, a un proposito in cui ritenevo di essere isolato:

     ossia non soltanto nel giudicare un grave errore il collegare all’uomo una misura di animale, ma anche nel giudicare folle che proprio i cristiani si fossero fanaticamente sottomessi a questa idea greca da mente-capti.

 

     Scrive[1] Lou A.-S. che Gesù si “contrappone alla concezione filosofica [greca] dell’uomo come animal rationale fatta propria dalla patristica e, successivamente, dalla dogmatica cristiana e cattolica in particolare[2]. In verità, per l’ebraismo l’uomo non è un animale in quanto, nel racconto della creazione, Dio crea l’uomo non solo in un giorno diverso rispetto a quello in cui crea gli animali, ma lo crea ‘a sua immagine e somiglianza’ ”[3]:

     posso solo commentare “Brava!, mia cara Lou”.

 

     Nel dirlo io non ho neppure bisogno della Bibbia, mi basta, come a Freud, l’osservazione unita a un tocco di inferenza.


 

[1] Lou Andreas-Salomè, Gesù l’ebreo (Jesus der Jude), il melangolo, Genova 2008.

[2] Considero questa una inesattezza dell’autrice: la dogmatica cattolica non ha iscritto questa concezione dell’uomo tra i dogmi. Bisogna anche dire che i dogmi cristiani sono poco noti, se non disprezzati dai loro adepti.

[3] Lou A.- S. trae il suo giudizio da Taziano (120-180),  allievo di San Giustino (100-162/168), nella sua Oratio adversus Graecos, in cui contrappone duramente il cristianesimo all’ellenismo. Se avessi tempo di fare il micro-editore che dovrei essere, pubblicherei domani questo libro.