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Ho
appena rivisto con entusiasmo Il Marchese del Grillo
di M. Monicelli, 1981, con un magnifico Alberto Sordi:
questi
recita l’opposto di quella manciatina di umanità
“all’italiana” che ne conosciamo abitualmente, l’umiliazione
collettiva di base sopportata con valore dalla mediocrità
come soluzione sfuggente:
un’apologia non mediocre della mediocrità resta da scrivere
da un Flaubert di 2° grado.
Alto e
ricco aristocratico della Roma papale di Pio VII durante
l’occupazione napoleonica, incarna in funzione catartica
degna della tragedia greca la più insopportabile arroganza
del potente sempre certo dell’impunità:
in una
scena in cui è affrontato alla plebe romana, dichiara
spudoratamente: |