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martedì 24 gennaio 2012


VIRTUOSA ARROGANZA
 

     Ho appena rivisto con entusiasmo Il Marchese del Grillo di M. Monicelli, 1981, con un magnifico Alberto Sordi:

     questi recita l’opposto di quella manciatina di umanità “all’italiana” che ne conosciamo abitualmente, l’umiliazione collettiva di base sopportata con valore dalla mediocrità come soluzione sfuggente:

     un’apologia non mediocre della mediocrità resta da scrivere da un Flaubert di 2° grado.

 

     Alto e ricco aristocratico della Roma papale di Pio VII durante l’occupazione napoleonica, incarna in funzione catartica degna della tragedia greca la più insopportabile arroganza del potente sempre certo dell’impunità:

     in una scena in cui è affrontato alla plebe romana, dichiara spudoratamente:


“Io  sono quel che  sono,

e voi non siete un c..zo.”
 

     Magnifico!, in un’epoca in cui siamo tutti grigiamente buoni (italiani, europei, democratici o repubblicani americani, resta da sperare in un po’ di cattiveria cinese) , sadismo à gogo come certi nebbioni imperscrutabili del passato.