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[Seguito di ieri.]
Lo
sfondo
1° io sono quello che ha
distinto in Freud albero e frutto ricavando questo da
quello, per poi invertire i loro rapporti individuando
l’albero come pensiero (detto “di natura”, o salutare, o
profittevole o soddisfacente) e il frutto come applicazione
di quello ( detta “psicoanalisi”) alla cura delle patologie
del pensiero stesso:
la prima delle guarigioni è la
fine della distinzione, patogena e schiavistica, tra psiche
e spirito, scissione (schizo-frenia) del pensiero.
2° fantasia didattica:
se mi capitasse davanti un “Dio”
a propormi la vita eterna dopo la morte, dubiterei della sua
serietà, intelligenza, onestà:
infatti, con quale certezza
razionale osa farmi questa proposta, dopo che già una volta
le cose sono andate come sono andate cioè male? (quella
vecchia storia del “peccato originale” con le sue spiacevoli
conseguenze):
mi accontento di avere campato
una vita per quanto possibile con una decente moralità
intellettuale,
e sapendo 1. che c’è anche una moralità indecente, 2. che la
moralità è anzitutto intellettuale (o discorsiva).
Con altre parole:
non ho alcuna angoscia di morte
da riparare in un qualche “Dio”, l’angoscia è di vita non di
morte (l’argomento di Pascal, la “scommessa”, non è solo
disonesto ma anche falso):
a supporlo esistente, “Dio”
stesso si sentirebbe ingiuriato da Pascal, e rifiuterebbe
ogni conversione in articulo mortis (“ma per chi mi
prendete?”, mi sembra di sentirlo, insomma non sono
blasfemo).
Voglio peggiorare le cose, con
l’ulteriore fantasia che un “Dio” brutale compia il volgare
stucchevole miracolo di farmi risorgere senza prima avermi
consultato, ossia con uno scherzo-da-Dio più grave del
vecchio buon scherzo-da-prete:
in questo caso io diventerei suo
Giudice senza superbia alcuna, cosa che “Lui” non si
potrebbe permettere.
Il
rilievo
Il rilievo dell’Amico è stato
questo:
“ […] quello che più mi
stupisce/interessa/incuriosisce in te è l’interesse per il
cristianesimo, addirittura cattolico romano [...]”:
(segue)
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