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Fin da
bambino ne sentivo parlare, e non mi piacevano quei vampiri
d’anime supposte angosciate dalla morte:
il che
è un falso, le angosce sono di vita non di morte.
Ho
sott’occhio un articolo di ieri
(che contiene l’espressione del titolo), con le
dichiarazioni di Christopher Hitchens (1949-2011), un ateo
duro-e-puro e iperlaicista che, prossimo alla morte per un
cancro all’esofago, se la prendeva in anticipo con “un
ciarlatano [che] metterà in giro la voce di una mia
conversione in punto di morte”, una conversione carpita da
avvoltoi specialisti della materia (ce ne sono stati di
celebri ma sorvolo).
C’è un
errore comune, e che trovo tutto sommato banale, all’ateo
duro-e-puro, agli avvoltoi o fanatici dello spirito, ma
anche ai più miti credenti, ossia l’idea fissa e acritica
che il pensiero della morte susciti timore e solleciti
speranza in una vita dopo la morte (un altro falso).
Io
cristiano, da morto desidero essere morto, secco, stecchito,
e con rapido processo di riduzione allo stato inorganico
perché mi piace immaginarmi pugno di sabbia:
insieme, il mio pensiero non ha neppure l’ombra di una
farsesca “anima” sballonzolante in stato di sospensione, né
la minima presenza di una “speranza di vita” dopo la morte.
Dopodiche mi concedo un pensiero e nient’altro, e senza
animo turbato né commosso:
mi
concedo di concedere col pensiero una chance a Domineddio,
quella di rientrare in partita dopo la mia morte che sarebbe
per lui un mesto finale di partita.
La
chance è quella di attivare un secondo tempo dell’io, che
già nel primo tempo è stato un fatto straordinario,
trascendente rispetto alla natura (è sull’io pensante che
Freud ha costruito tutto):
in
questo secondo tempo del mio io, un “Domineddio” potrebbe
farmi un’offerta (non il ricatto di sempre costruito
sull’eternità dell’anima), l’offerta di volere riprendere in
considerazione la vita del corpo ma questa volta senza
termine temporale:
il
rischio è non per me ma per Domineddio perché, visto come
sono andate le cose in un primo tempo, potrei non trovarla
un’offerta convincente e piantarlo in asso:
salvo
che convincente lo sia ma come? (ho già scritto che ne ho
un’idea che tiene).
Penso
che Voltaire avrebbe potuto parlare come me.
Basta con la stupida disonestà di Pascal.
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