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La
massima ambizione è saper leggere-.scrivere-fare di conto,
insomma lavorare di carta e matita (nulla di arretrato
rispetto all’era informatica).
Certo,
precede l’udire, ma di questo il massimo esperto è il
bambino precoce, quello che grazie all’udito a due anni di
vita ha battuto Mozart due volte.
Ebbene, triplicemente analfabeti come diventiamo nei
decenni, si rivela che la nostra prima pecca morale è il
difetto di ambizione.
In
questa, in cui il bambino è molto dotato senza saperlo,
veniamo umiliati prima che asserviti e impoveriti.
E’
l’umiliazione (del pensiero) il “peccato originale”:
la
prepotenza reale è una versione dell’impotenza
intellettuale.
Narciso, la più antica cartella clinica della schizofrenia
catatonica, nella sua superbia siede nel trono disgustoso
delle sue deiezioni:
è la deriva offerta alla sovranità, che è l’unica
soluzione che esista se esiste soluzione. |