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giovedì 15 dicembre 2011


SISTEMATIZZAZIONE DEL DISORDINE
 

     Si chiama anche patologia.

 

     Ieri ho riparlato della sistematizzazione, questa più di sei secoli fa

     la vera scoperta è che la sistematizzazione non è ordine sia pure violento, bensì è disordine

     - così come non è potenza sia pure iniqua bensì è impotenza -,

     quello risultante dall’avere suturato una censura cioè una mancanza prodotta, come se questa non fosse stata prodotta:

     il senso di colpa non è dunque una stranezza perché un delitto è stato commesso, salvo il fatto che è stato commesso da altri, e poi anche da me per non interrompere le buone tradizioni, intanto poi i panni sporchi si lavano in famiglia.

 

     Francesco faceva saltare tutta la concezione clericale-religiosa, non solo della Chiesa (proprio come Gesù che è stato il primo laico della storia):

     tutto sommato era più radicale dei Catari, che in fin dei conti erano clericali-religiosi anche loro.

 

     Quanto tempo ci vuole?, serve il tempo?:

     domanda rimessa nelle nostre mani da Freud grazie all’osservazione della rimozione come atto (“ci penserò domani”, Rossella ‘o Hara) e non come “condizione umana”.

 

     Non avevo ancora reso omaggio a Chiara Frugoni per il suo libro Storia di Chiara e di Francesco, Einaudi 2011, grazie alla cui lettura mi sono sentito di scrivere i miei ultimi articoli.