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L’interiorità è stata una vera invenzione, come la
locomotiva che prima non c’era.
Ho
appena dato un esempio di ciò che cambia passando dalla
lingua come nomi di cose, res in latino, alla lingua
come nomi di azioni, in quanto anche queste sono
compiutamente res che producono effetti:
effetti non solo fisici ma anche discorsivi, tra i quali gli
effetti giuridici.
Tale
esempio recente è quello della parola “interiorità”, che
come nome di cosa fa credere alla e nella distinzione
interiore/esteriore, e poi a un’interiore dell’interiore
eccetera:
invece
come nome di azione riusciamo a scoprire che un Governo (non
ce n’è uno solo) ha inventato-istituito un ministero occulto
degli esteri, e poi questo delle ambasciate occulte:
dicendolo esco dall’occulto, quello che trasforma in vicoli
bui anche strade luminose.
In
fondo, negli anni non ho fatto che portare a nomi di azioni,
e di leggi di azioni, un vasto lessico - “pulsione”,
“inconscio”, “amore”, “libertà”, “pensiero”, “oggetto”, … -,
fino al disegno-mappa di una superficie infinita come Ordine
giuridico del linguaggio:
infinita, e non suddivisa per specializzazioni, razzismo
strutturale che nessuna Costituzione e nessun Diritto umano
ha mai contrastato.
Quello Scrittore
tedesco che mi rallegro di apprezzare ha sostituito,
nell’antico “In principio erat verbum”, “azione-Tat”
a “parola-Wort”:
la
parola è sempre frase che a sua volta è un dispositivo che
dispone secondo un Ordine, così come il pensiero è sempre
lavoro anche quando si maschera da ozio che occulta il
negozio.
Cambia
tutto nell’ordine del sapere, anzitutto perché la parola
“ignoranza” si disocculta passando da nome di uno stato di
ignoranza a nome dell’azione finalizzata a produrla:
potrebbe accadere che un Ministero della Pubblica Istruzione
sia il Ministero occulto della produzione di ignoranza:
penso
che proprio questo J. Lacan intendesse con “discorso
universitario”.
Lo sappiamo da tempo, che i discorsi pubblici
sull’economia sono il modo di produzione dell’ignoranza
economica collettiva, così che siamo qui ad aspettare
religiosamente la fine della “crisi” tra “in bocca al lupo!”
e “in c… alla balena!” (è una battuta alla Jarry). |