|
L’articolo di ieri realizza molto della densità cui sempre
tendo.
Tra
altre cose, se nell’interiorità l’io si fa Ministero degli
esteri occulto, con i suoi torbidi affari tutti esterni
- cioè
l’interiorità è del tutto priva di … interiorità, un bel
trucco insomma, e ci cascano quasi tutti:
uno
psicoanalista appena-appena dovrebbe essere uno che non ci
casca, mentre quasi tutti sono cascati nella psicoanalisi
come introspezione -,
allora
ho ragione a dire che ci sono Istituzioni del pensiero, e
che l’individuo ne è una sede:
e non
sempre anzi quasi mai ne è una san(t)a sede.
Ritengo che questa sia una delle verità più censurate, anzi
la più censurata, e che ogni disegno di Civiltà disegni
urbanisticamente-politicamente questa verità nelle sue
alternative, anche sanguinarie.
Tutto
ciò trova diretta applicazione nella professione
applicativamente inventata da Freud:
uno
guarisce quando si riconosce Ministro della sua patologia,
non vittima del mondo di cui pure ha subito realmente tutti
i virus.
Ministro non è funzionario, e questa è grossa. |