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Libero
da fini utilitari, cioè libero come le mie single,
nell’ultima settimana ho letto molto:
oltre
a Cechov, e varie sui Borgia, e su Francesco, anche questo
eccellente Il mondo di Atene di Luciano Canfora,
Laterza 2011.
Avrei
anche potuto titolare queste mie telegrafiche note di
lettura La noia greca o La sublime provincia
dello spirito di ognuno, ciò che chiamiamo “sfera
personale”.
La
Grecia antica è stata quella patetica provincia politica -
incapacità di pensiero imperialistico salvo impedire quello
altrui -, in cui ha trovato terreno il sublime “divino”
provincialismo spirituale di Platone.
Platone ha inventato l’interiorità, e oggi io scopro che
questa è un Ministero ossia una provincia del governo:
nessuno lo aveva ancora osservato, solo Freud lo potrebbe
capire perché è stato lui a introdurre la parola giuridica
Istanza(-Instanz).
Ma un
ministero singolare o, diciamolo pure, deviato, proprio come
anni fa parlavamo di Poteri deviati dello Stato;
lo
definisco Ministero degli esteri occulto (è l’occulto, non
l’essere Ministero, a farlo provinciale).
Nella
sua trattativa con gli esteri-esterno esso può fare ogni
infame compromesso, come rubricare nel contenitore “Il Bene”
qualsiasi malignità, nel contenitore “Il Vero” qualsiasi
menzogna, nel contenitore “Il Bello” qualsiasi schifo, nel
contenitore “L’Amore” … eccetera:
la sua
operazione generale è de-imputare l’atto, fino a negare che
vi sia atto e dunque soggetto.
Si
scrive “interiore” ma si legge “occulto”.
L’operazione di questo Ministero è di sordido successo, fino
a poter dare luogo alla comunione delle interiorità:
le
interiorità si intendono sempre, basta un ammicco, osservare
per credere.
Nel
pensare queste cose a volte mi aiuto con immagini, per
esempio con Il bacio di G. Klimt (1907-08) come
sarcofago con dentro i vermi dell’“amore”.
I
trascendentali platonici sono contenitori di qualsiasi
contenuto, e secondo me è proprio a ciò che Gesù si
riferisce quando parla di sepolcri imbiancati come
contenitori con i vermi come contenuto.
I
Greci hanno perso ma Platone ha vinto, ha colonizzato tutto
e tutti, si è poi rinforzato nel cristianesimo e attraverso
questo nella modernità, fino a diventare l’Intoccabile di
oggi.
L’interiorità (platonica) è la nostra “sfera” personale:
e in
fondo parlo sempre e solo di questo, ossia del fatto che la
nostra ontogenesi ricapitola la filogenesi di tutti.
Ma non
ce l’ho con Platone, anzi riconosco il merito produttivo in
cui ha investito tante risorse di massimo pregio:
Platone ha prodotto il freezer, e anche la sua
pubblicità chiamandolo “l’eterno”, insomma un mezzo di
conservazione o sopravvivenza:
anche
la religione è un contenitore per la sopravvivenza, che non
a caso ha sempre ammiccato con il sepolcro dell’eterno.
Estendo il campo moderno della tolleranza al contenitore,
alla religione, all’eterno (tolleriamoli per non lasciarli
intolleranti):
così
come, del resto, la tolleranza per la mia nevrosi è
initium salutis.
Il
freezer, iniziato come soluzione obtorto collo, è
diventato il problema:
da qui
un’indicazione. |