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giovedì 17 novembre 2011


SIMPATIA
 

     La simpatia può venire isolata allo stato puro, prima di riguardare persone:

     la parola “empatia” è nata per distanziarsene, se non in opposizione.

 

     “Simpatia” designa il legame che ho con il libro che leggo, e la sua energia di legame è quantitativamente misurabile come ogni energia, cronometricamente in questo caso, per esempio le notti semiinsonni che gli ho dedicato senza soffrire di insonnia:

     è un legame di soggezione, passione, una soggezione finalmente desiderabile, passività senza obiezione, modus recipientis, amore.

 

     Ecco il “soggetto”, chiacchiericci a parte su questa parola:

     in questo soggetto l’io è a casa sua, non ha la paranoia di “cosa vuole da me?”

 

     La mia amante prima che guardare al mio rapporto con lei, farebbe bene a guardare al mio rapporto con il libro:

     la mia single a sua volta è una donna che legge, si rivedano le tre donne (Maddalena, Barbara, Deesis) che leggono nel mio Nuova alleanza: una galleria di giovedì 22 settembre.

 

     Nella salute (così iniziava Freud) l’affetto sta bene con la rappresentazione, è nella patologia che si separa:

     poi è venuta la Teoria delle emozioni in opposizione all’affetto.

 

     Sto parlando di distinte Civiltà:

     non vedo come possa uscire dalla crisi la Civiltà delle emozioni, che non comporta neppure l’antico welfare di panem et circenses, affettivo ed effettivo non emotivo.