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Un po’
trivialmente, mi è capitato di dire che come altri sono nati
sotto un cavolo, io sono nato sotto una parrocchia:
qui mi
sono imbattuto subito in alcune parole in cui col tempo ho
saputo riconoscere degli ottusi significanti, privi di
significato, e attraverso questo riconoscimento sono poi
riuscito a assegnargliene uno.
Li ho
portati a compimento non solo nel significato
(intellettuale) ma anche nel senso (reale):
qui ne
considero tre, fede, preghiera, amore.
1°
Fede.
Nei
secoli siamo stati tutti mis-credenti in quanto
credenti-male, perché “credere” può avere un solo
significato, quello di facoltà di giudicare il credibile
ossia l’affidabile (ho già scritto che affidabile significa
innocente e consistente).
In
questo senso io sono per un mondo di credenti cioè con il
criterio dell’affidabilità, a costo che non si riesca a
trovare non un credente ma un credibile.
Nato
come sono sotto una parrocchia, dovevo accorgermi che
l’ottusità di questa parola è sempre stata per il
cristianesimo un cruciale quanto inavvertito problema:
quando
poi Lutero è arrivato a rilanciare con forza la “fede”, il
risultato è stato quello di peggiorare la situazione, perché
lui meno di tutti si è occupato del concetto (arrivava
perfino a confondere gläubig, credente, con fromm,
pio).
2°
Preghiera.
L’offerta precede la domanda o preghiera, e senza offerta
non prego come non abbaio alla luna:
pregare non è una cosa da povero neppure se ha le pezze
dietro, si tratta di allearsi l’offerente come partner:
Mi va
“sia fatta la tua volontà”, perché?:
considerata imperscrutabile, da secoli si crede di
strologarla cercandone i “segni”, e in fondo siamo sempre a
scrutarla nei fondi di caffè.
Ma
no!, quella frase ha un significato e uno solo:
quello
per cui l’imprenditore chiede al Banchiere che in lui si
faccia o si costituisca la volontà di concedere il
prestito (in base a un progetto), una volontà che prima non
c’era ancora.
3.
Amore.
Devo
ancora ripetere che da millenni la parola “amore” rimane
inadempiuta? (ritornello parrocchiale):
ho
ritenuto di adempierla riconducendone significato e senso
all’amicizia del pensiero.
P S
Ho sottomano un libro recente, Potere,
ambizione, gloria, tre parole cui vorrei
conferire vivibilità, come ho fatto ieri a proposito di
orgoglio e superbia. |