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SABATO DOMENICA 12-13 NOVEMBRE 2011

 in anno 155 post Freud amicum natum


Fede, preghiera, amore
 

     Un po’ trivialmente, mi è capitato di dire che come altri sono nati sotto un cavolo, io sono nato sotto una parrocchia:

     qui mi sono imbattuto subito in alcune parole in cui col tempo ho saputo riconoscere degli ottusi significanti, privi di significato, e attraverso questo riconoscimento sono poi riuscito a assegnargliene uno.

 

     Li ho portati a compimento non solo nel significato (intellettuale) ma anche nel senso (reale):

     qui ne considero tre, fede, preghiera, amore.

 

     1° Fede.

 

     Nei secoli siamo stati tutti mis-credenti in quanto credenti-male, perché “credere” può avere un solo significato, quello di facoltà di giudicare il credibile ossia l’affidabile (ho già scritto che affidabile significa innocente e consistente).

 

     In questo senso io sono per un mondo di credenti cioè con il criterio dell’affidabilità, a costo che non si riesca a trovare non un credente ma un credibile.

 

     Nato come sono sotto una parrocchia, dovevo accorgermi che l’ottusità di questa parola è sempre stata per il cristianesimo un cruciale quanto inavvertito problema:

     quando poi Lutero è arrivato a rilanciare con forza la “fede”, il risultato è stato quello di peggiorare la situazione, perché lui meno di tutti si è occupato del concetto (arrivava perfino a confondere gläubig, credente, con fromm, pio).

 

     2° Preghiera.

 

          L’offerta precede la domanda o preghiera, e senza offerta non prego come non abbaio alla luna:

     pregare non è una cosa da povero neppure se ha le pezze dietro, si tratta di allearsi l’offerente come partner:

 

     Mi va “sia fatta la tua volontà”, perché?:

     considerata imperscrutabile, da secoli si crede di strologarla cercandone i “segni”, e in fondo siamo sempre a scrutarla nei fondi di caffè.

 

     Ma no!, quella frase ha un significato e uno solo:

     quello per cui l’imprenditore chiede al Banchiere che in lui si faccia o si costituisca la volontà di concedere il prestito (in base a un progetto), una volontà che prima non c’era ancora.

 

     3. Amore.

 

     Devo ancora ripetere che da millenni la parola “amore” rimane inadempiuta? (ritornello parrocchiale):

     ho ritenuto di adempierla riconducendone significato e senso all’amicizia del pensiero.

 

     P S

 

     Ho sottomano un libro recente, Potere, ambizione, gloria, tre parole cui vorrei conferire vivibilità, come ho fatto ieri a proposito di orgoglio e superbia.