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Non
predìco che si va verso l’estinzione dell’Istituto del
matrimonio, ne annoto la tendenza (Matrimonio? No
grazie. Il sorpasso dei single Usa, Repubblica
martedì 8 novembre).
Sarebbe una bella beffa per il Movimento gay:
dopo
tanti anni di lotte per il matrimonio omosessuale,
ottenutolo però se lo trova estinto:
vorrei
dire alla Storia “ben scavato vecchia talpa!”:
ovviamente non credo che esista “La Storia”, esiste solo la
talpa, talpa cavat lapidem.
Diceva
il mio analista J. Lacan che “la vie n’est pas tragique,
elle est comique:
ho
resistito a sottoscrivere questa frase, oggi sì.
Sono
anni che faccio apologia del mio single (maschile o
femminile), del mio eremita con eremo a due uscite, una
sull’Universo e una sulla Cantina sociale, sulla Società
amici del pensiero, Società di poveri ossia di possidenti
non proprietari, di precari che non piatiscono ma
imprendono.
Su un
punto hanno ragione i gay, ossia a dire che
l’etero-sessualità è solo una variante della “Sessualità”
l’altra delle quali è l’omo-sessualità.
Uomo e
donna siano finalmente i ministri del loro coniugio, senza
più classificarsi in quella Sessualità di cui sono gli
zimbelli (Schopenhauer):
e
senza più il lamentevole alibi di “rapporti
prematrimoniali”, che in assenza di matrimonio non possono
neppure darsi.
Da
sempre, certo da Platone a Hegel e oltre, la variante
“etero” è considerata bestiame da riproduzione, pezzato di
pretesco “amore”:
ma io
già da bambino non voglio che mi amino (e mi educhino),
voglio che mi trattino bene.
Tolta
la deplorevole Teoria dell’istinto sessuale, rimane la
differenza dei sessi come incentivo del pensiero per chi
vuole approfittarne, e pazienza se resteremo in pochi:
l’incentivo va scoperto e promosso come i diamanti, cose che
in natura sono solo dei minerali banali. |