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In una
recente seduta ho raccolto una parola usata per descrivere
come certe persone ascoltano ciò che dico (e non solo io):
esse,
è stato detto, si sentono prese in “contropiede”.
E’ un
lessico sportivo che maschera a malapena lo schema bellico:
ci
sono due campi avversi, che sono avversi semplicemente
perché distinti da una linea di demarcazione:
dopo
di che l’avversione si distingue in bellica e sportiva, ma
anche genericamente mondana, che chiamo l’avversione
civilizzata della vita quotidiana.
E
questa la “resistenza”, ubiquitaria e sistematica obiezione
all’appuntamento nell’esperienza di tutti:
nella
psicoanalisi semplicemente si scopre.
Quando
si va a ben vedere, si scopre che i due campi non sono
demarcati perché c’è un contenzioso, ma al contrario si
inventa un contenzioso perché essi sono stati demarcati da
una divisione astratta che precede e poi produce un
conflitto:
la
pecca dei confliggenti non è anzitutto il conflitto, ma di
non riuscire neppure a confliggere efficacemente cioè
conclusivamente:
Poi,
non prima, si ritrova anche tra uomo e donna:
diffuso e patetico è il caso di coniugi che confliggono fino
all’ultimo giorno, o anche di coniugi che dopo decenni
scoprono di non essersi mai conosciuti:
la
nullità coniugale è la regola non l’eccezione.
Rovesciando tutto, anzi raddrizzando le cose sui loro piedi,
ormai penso che il coniugio esista solo come eccezione,
donde il mio augurio “Mille di queste eccezioni!”
Ma
perché si produce la dannata e dannante linea di divisione?:
perché
una malvagità ha introdotto nella mente la domanda “Che cosa
vuole da me?” ma in forma di virus:
infatti, che qualcuno voglia da me è un beneficio, uno dei
casi del quale è che mi darà un lavoro:
la
disoccupazione è che nessuno vuole da me (e la
disoccupazione è anche amorosa):
inizia
così la paranoia, che erigerà la linea di separazione
sistematica.
Qui
c’entra il padre con il suo desiderio che non è il comando,
ci tornerò.
Con la
linea di separazione c’è passaggio all’egualitarismo,
todos Caballeros, Caballeros y Caballeras, il
campo è diviso per principio in due metà:
si
arriverà a idealizzare perfino la schiavitù, in quanto anche
la coppia padrone/schiavo può servire alla bisogna (“servitù
volontaria”).
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