THINK !
www.societaamicidelpensiero.com
www.giacomocontri.it


martedì 25 ottobre 2011


“NON UCCIDERE”
 

     [Un frammento della mia Prolusione di sabato 22 ottobre al Corso Il regime dellappuntamento. Quid ius?]

 

     “Non uccidere”, perché?:

     è una domanda stupida, pur avendo il pensiero dell’uccidere (sarebbe pericoloso non averlo):

     non uccido così come non do fuoco ai miei soldi, ai miei libri, alla mia automobile, alla mia casa.

 

     Non è vero che non uccido per evitare la prigione, e nemmeno per obbedire a Dio (5° Comandamento), né per inibizione (è stupida l’idea di “freni inibitori”):

     non uccido perché se lo facessi diminuirei l’ambito universale dell’appuntamento, e di conseguenza produrrei un danno anche mio:

     c’è legge morale se è economica.

 

     Un danno a partire da un danno al mio pensiero come modo di produzione di profitto:

     so bene che già i Greci  non pensavano così il pensiero:

     non avevano un pensiero morale, come pure Kant più tardi.

 

     I Comandamenti sono solo dei memo del pensiero sano ridotti al minimo, non dei comandi né delle proibizioni.

 

     Ho avuto dei nemici, e cattivi anche:

     se viventi mi tengono compagnia:

     è vero che mi sono stati ostili, ma almeno non in nome dell’amore che occulta l’ostilità.

 

     Questo amore produce melanconia:

     la vendetta (non la sanzione) conferma la melanconia da cui muove (vedi Cera una volta il West).

 

     Il perdono - giudizio senza vendetta e senza esecuzione della sanzione penale - in fondo è buon senso, non oblatività.

 

     P S

 

     La “casa” dell’io è il pensiero, e l’estensione del pensiero è in-finita - certo non l’infinito matematico -, e questa infinità è concettualmente l’universo umano in quanto non limitato da una censura.