THINK !
www.societaamicidelpensiero.com
www.giacomocontri.it


lunedì 24 ottobre 2011


IL PATTO COL DIAVOLO
 

     La leggenda del patto o contratto col diavolo, resa celebre dal caso di Faust, è secolare, probabilmente di origine medioevale (Le Miracle de Théofile, metà XIII):

     in questo mercato, al diavolo è venduta l’anima in cambio di certi benefici terreni:

     ne parlo non per tornare su questa Idea platonica, intellettualmente risibile quanto indistruttibile, ma come occasione per due osservazioni la seconda delle quali importa più della prima.

 

     1° la prima è che per credere nell’anima ci vuole proprio il diavolo (ecco il senso critico della leggenda), che arriva a far credere che sia un bene barattabile.

 

     Le versioni popolari della leggenda mettono in scena un diavolo astutamente imbroglione che giocando sulle parole non osserva il patto:

     ma prima che imbroglione è logico, infatti sapendo che l’anima non esiste non ha motivo per rispettare un patto che non esiste.

 

     2° la seconda e più importante è che la credenza nell’anima, specialmente nelle tradizioni religiose, una credenza non dogmatica ma iperdogmatica cioè senza la cura logico-linguistica dei dogmi, è solo uno stupido assurdo rimasto inspiegabile salvo appunto spiegarlo:

     io me ne faccio un’idea precisa, ma ora mi accontento di collocarlo alla pari con l’Oggetto dell’innamoramento, un Oggetto esistente solo per chi ha “perso la testa” letteralmente.

 

     Far perdere la testa è oggi la predominante attività politico-culturale, bi-partisan.

 

     P S

 

     Ho definito “indistruttibile” questa Idea anche perché, dopo Freud che aveva posto che non c’è anima bensì pensiero e, aggiungo io, che l’anima è il sostituto logicida del pensiero, è poi arrivato Jung a riasserire l’anima:

     vediamo che non c’era bisogno del diavolo, visto che Jung era solo una brava persona:

     una brava persona, che ha fatto un’indagine di mercato e ha scoperto che poteva diventare lo Psicologo degli spiriti religiosi.