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In
amore siamo sempre rimasti in un vecchio stato, e cattivo
stato già chiamato “uomo vecchio”:
il
disastro della civiltà è proprio l’amore, quello che si
produce con l’umiliazione infantile (Omaggio a Steve Jobs,
venerdì 7 ottobre).
Il
disastro è consistito nel far passare l’amore a domanda
(“bisogno di amore”), domanda presupposta alla natura umana,
strappandolo all’offerta.
Ciò
fatto, ecco poi l’amore come innamoramento e l’amore come
dono (non incompatibile con l’avarizia).
Nell’offerta c’è interesse dell’offerente con profitto del
destinatario, e questo è l’amore:
ripeto
che “amore” è un’abbreviazione di “affari amorosi”, che non
sono amorosi se non sono affari:
i
sessi medesimi sono rieditati nella contingenza, liberi da
indifferenza e obiezione.
L’amore è un artificio, arte, riguarda il moto del corpo
ossia l’uomo come motricità-sensibilità-pensiero.
L’amore non è insensibile ai poveri e ai sofferenti ma non
ne parte né li assume come oggetti, questo è sadismo
camuffato come formazione reattiva:
il
samaritanismo non ha a che vedere con il buon “buon
samaritano”, che non va a caccia di malandati (meno ancora
se è un medico).
Quanto
ai doni, consiglio che quando se ne presenta l’occasione ai
bambini si regali denaro:
i
bambini apprezzano perché è tolta la disparità
adulto/bambino:
il
buon esempio lo hanno dato i Re magi regalando a un neonato
oro incenso e mirra.
So di avere contro tutta la Psicologia. |