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venerdì 14 ottobre 2011


AMORE: DOMANDA AUT OFFERTA
 

     In amore siamo sempre rimasti in un vecchio stato, e cattivo stato già chiamato “uomo vecchio”:

     il disastro della civiltà è proprio l’amore, quello che si produce con l’umiliazione infantile (Omaggio a Steve Jobs, venerdì 7 ottobre).

 

     Il disastro è consistito nel far passare l’amore a domanda (“bisogno di amore”), domanda presupposta alla natura umana, strappandolo all’offerta.

 

     Ciò fatto, ecco poi l’amore come innamoramento e l’amore come dono (non incompatibile con l’avarizia).

 

     Nell’offerta c’è interesse dell’offerente con profitto del destinatario, e questo è l’amore:

     ripeto che “amore” è un’abbreviazione di “affari amorosi”, che non sono amorosi se non sono affari:

     i sessi medesimi sono rieditati nella contingenza, liberi da indifferenza e obiezione.

 

     L’amore è un artificio, arte, riguarda il moto del corpo ossia l’uomo come motricità-sensibilità-pensiero.

 

     L’amore non è insensibile ai poveri e ai sofferenti ma non ne parte né li assume come oggetti, questo è sadismo camuffato come formazione reattiva:

     il samaritanismo non ha a che vedere con il buon “buon samaritano”, che non va a caccia di malandati (meno ancora se è un medico).

 

     Quanto ai doni, consiglio che quando se ne presenta l’occasione ai bambini si regali denaro:

     i bambini apprezzano perché è tolta la disparità adulto/bambino:

     il buon esempio lo  hanno dato i Re magi regalando a un neonato oro incenso e mirra.

 

    So di avere contro tutta la Psicologia.