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L’anima è la grande truffa del grande Truffatore, Platone.
Non
c’è anima, c’è animazione.
I
professorini spiegano, credendo di dire gran cosa, che
questa parola viene da ànemos, vento:
non si
rendono conto di che cosa hanno detto.
Ben
venga l’ànemos, da velista non desidero altro, e lo
prendo reale com’è:
io
che sono senz’anima dispongo realmente la mia vela affinché
prenda il vento, è questo a mettermi in moto, eccitarmi (non
causarmi):
cominciamo a essere in due, io che ci metto la testa, e
l’anima del vento.
Incontro molte anime o eccitamenti o anche vocazioni (non
destini).
E’ a
proposito di Steve Jobs che ho appena riparlato del
bambino-Mozart:
a
partire da neonato il bambino ci mette la testa per prendere
il vento della lingua che ci mettono altri:
e in
breve tempo l’ha preso così bene che non solo è diventato un
eccellente velista, ma è anche diventato vento per altre
vele:
ma in
futuro farà bene a vigilare, e a fare società solo con
velisti o aspiranti tali.
Qualsiasi cosa Steve Jobs abbia fatto, non ha superato il
bambino di due anni:
ma non
è un limite, il bambino è insuperabile, ha la marcia non la
misteriosa “marcia in più”.
La
patogenesi da trauma platonico dura da due millenni e mezzo,
e sembra non esserci cura anzi c’è aggravamento:
la patologia parte da Platone (Idea sostituto del
pensiero) e vi ritorna peggiorata (purificata). |