|
Do seguito alla ndr, beneficiando
dell’occasione offertami da questo breve scritto.
L’Autrice ha correttamente tratto
l’auspicio così formulato, ma al tempo stesso l’intero
Diritto internazionale si opporrebbe a quella che sarebbe
un’invasione (diciamo che l’Ambasciata italiana in Kuwait
non può allargarsi al Kuwait).
Premesso il suo breve articolo,
penso che Sara Kayal convenga con me nell’idea che esso
dovrebbe venire seguito, per risolvere il conflitto, da un
secondo intitolato “L’Ambasciata italiana in Italia”.
Ricapitoliamo:
Freud ha dovuto riparare in
Inghilterra perché i Nazisti avevano invaso l’Austria:
ma giuntovi, pur elogiando la
“bella, libera, magnanima Inghilterra” in cui era “libero di
parlare e scrivere”, non poteva concedere di esservi libero
di pensare, e senza alcuna invasione nazista.
E’ proprio per esservi libero di
pensare che ha fondato la psicoanalisi, ossia l’Ambasciata
inglese in Inghilterra (come pure, prima dell’invasione
nazista, l’Ambasciata austriaca in Austria), con gli
psicoanalisti come Ambasciatori.
Ma non so se, diversamente da
Italia Austria Inghilterra, un paese arabo-musulmano come il
Kuwait ammetterebbe un’Ambasciata kuwaitiana in Kuwait:
né io la vorrei clandestina, e
non per timore della sanzione penale.
L’Ambasciata detta “Psicoanalisi”
non è in difetto di legalità - non potrebbe riceverne
neppure se l’intero Parlamento volesse conferirgliene -, è
il Paese in cui ha sede a soffrire, ignorandolo, di questo
difetto.
L’Ambasciata italiana in Italia
non invade né conquista l’Italia, sul modello di un Governo
in esilio o un Governo rivoluzionario:
non per il suo esilissimo Potere,
ma per avere visto l’impotenza del Potere a potere
(un’ovvietà dei giorni nostri). |