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Rilancio sull’articolo di ieri, anche incoraggiato da un
noto giornalista udito ieri in TV che diceva quanto sto per
dire:
ossia
che in questa “crisi” mondiale ancora poco chiara (la stessa
parola “crisi” è di comodo per mascherare una notevole
misura di ignoranza), i Governanti non “ci prendono”,
navigano a vista, mancano di bussola per prendere il largo,
millantano soluzioni (fra loro ci sono sì dei peggiori, e li
conosciamo ma sono solo peggiori):
e le
opposizioni non ne sanno di più.
La
questione della competenza - giuridica, economica - di cui
non faccio che parlare, non si è ingigantita (i giganti sono
ridicoli), si è solo ulteriormente manifestata:
restiamo nani (ridicoli come i giganti) nel non sapere
estendere la competenza a quella psicologica, e servi di
quel furto di competenza che da un secolo chiamiamo
“Psicologia”:
nessuno osa ancora pensare in solido la competenza,
giuridica-economica-psicologica.
E’ di
questa terna che è composta la mia “Idea di Università”,
aldilà di quel Politecnico che deprimentemente e
regressivamente chiamiamo ancora “Università”.
Si
tratteggia una nuova gravitazione del potere, con privilegio
del verbo sul sostantivo (sostanzioso poco).
E’ in
questo senso che lavorerà il Corso di questo anno, Il
Regime dell’appuntamento.
P S
Richiamo ciò che Freud scrive mille volte della “sessualità”
proprio in questo contesto (articoli di oggi e ieri), che
sembra lontano mille miglia:
“importanza della vita sessuale per tutte le
prestazioni”, “allargamento del concetto di sessualità”,
“estensione del concetto di sessualità”,
indipendentemente dall’idea idiota di “istinto”.
Ossia
che il pensiero è libero o servo a seconda della forma
che esso assume se gli inerisce o meno, come intelletto, la
differenza dei sessi:
nel
caso del “meno” propongo il semplice paragone con il “più”
del banale crudele nocciolo di ciliegia in trachea:
è un nonnulla, ma si muore.
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