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Era
già per introdurre al Regime dell’appuntamento, e non per
raccontare una mia vicenda privata
-
trovo più indecente un’esibizione spirituale pubblica che
una pubblica esibizione a luci rosse -
che ho
introdotto con questo quadro il mio testo-documento Ho
sposato, sabato 3-domenica 4 settembre, introdotto dal
seguente commento:
“Questa
è la mia sposa, la mia single.
Se
esistesse un valido sacramento del matrimonio, lo sarebbe di
uomo e donna single che tali restando si sono fatti
partner:
la
partnership esalta, o supplementa, il carattere di single,
non lo riduce, se lo riducesse nella fusione il divorzio
sarebbe implicito perché la fusione sarebbe … nucleare.
Mentre
legge per proprio conto e interesse, cioè da single,
questa Maddalena neppure ricorda che io esisto, se non a
tratti per dirsi “gliene parlerò”, come accade nel nostro
Regime dell’appuntamento.
So
inoltre che la sua iniziativa singolare, e perfino a mia
insaputa, non riguarda la sola lettura.
Cade
l’incubo mistico-matematico dell’“insieme”.
Guardando Maddalena mentre legge,
a nessuno è data informazione che è mia sposa, non c’è
clergyman sponsale;
e i sessi
non sono neppure in conto, ossia non ce n’è contabilità cioè
fabbisogno fisico o morale.
Non ho
avuto il piacere di conoscere Rogier van der Weyden, ma per
dipingere così la “Maddalena” doveva avere le idee a posto:
non così
la Storia del cristianesimo, che ne ha introdotto la stupida
esegesi della prostituta convertita, un’esegesi che
attribuisce blasfemamente a Gesù la stupida idea che lei già
“amava” come prostituta (come si può dunque rimproverarmi
l’associazione chrétien-crétin?)”
Che io
faccia l’amore con la Maddalena non figura alla superficie
delle cose, già scrivevo che “nulla lo causa e nulla lo
proibisce”, e l’ipocrisia non c’entra (“vizi privati in
pubbliche virtù”) anzi.
E la
famiglia non segna né il né un limite del mio legame con
lei:
se ne
ho figli, questi non subiranno il maso chiuso di questo
limite, cioè tutti gli sportelli resteranno loro aperti,
conformemente alla facoltà del bambino sano di rivolgersi a
tutti gli sportelli (che la famiglia patogena proibisce):
i
frutti del coniugio non sono i figli, e il proletariato,
sottoprodotto dell’ostilità all’appuntamento, è un errore
della civiltà:
lo diceva già il libro Genesi, “partorirai nel
dolore”.
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